Manifestare per la pace

di Angelo d’Orsi

Domani 5 novembre sarò a Roma, per la manifestazione per la pace. Andrò malgrado la presenza di forze come i Cinque Stelle che non solo hanno condiviso fino alla fine la politica guerrafondaia di Draghi, e che ancora oggi con il nuovo leader Conte anguilleggiano; per non parlare del PD, che quella politica di guerra ha sostenuto pervicacemente e stoltamente.
Parteciperò malgrado parole d’ordine che non condivido, in particolare quelle lanciate da MicroMega, che dimostra come ormai questa testata che pretende di essere bandiera del pensiero laico e razionalista abbia completamente sposato la linea dei bellicisti-fintipacifisti. Se è inaccettabile la pretesa di chiedere il ritiro delle truppe russe da tutti i territori occupati (compreso Crimea e Donbass!), come precondizione per la tregua (posizione di MicroMega), penso che anche la mera equidistanza lanciata da una parte della sinistra, tra Putin e NATO sia assai discutibile, e niente affatto chiarificatrice. E’ invece stato evidente fin dall’inizio che la Russia è stata messa da NATO e USA, deliberatamente, nelle condizioni di attaccare l’Ucraina, per potere poi colpirla con le sanzioni e un tentativo di isolamento internazionale, volto a impedire il recupero da parte di quel Paese di un ruolo di grande potenza sul piano internazionale, e al di là della Russia è lampante che l’obiettivo degli USA è la Cina, ma anche la stessa UNIONE EUROPEA a cui si vuole impedire di diventare un attore significativo in campo. I documenti che stanno venendo fuori nelle ultime settimane confermano questa interpretazione.
Ritengo perciò che una manifestazione per la pace debba semplicemente chiedere due cose: 1) Stop all’invio di armi a Zelensky; 2) tregua immediata. Successivamente avvio di trattative tra le parti (USA-Federazione Russa-Ucraina, con la mediazione di uno Stato non schierato e la supervisione dell’ONU), sulla base degli accordi di Minsk del 2014-2015.
Parole d’ordine diverse da queste sono un ostacolo alla pace, e certo non mi accoderò a chi le lancerà. E chiudo con le parole di Papa Francesco (dal Bahrein): “La guerra è mostruosa, tacciano le armi ovunque”: a cominciare dall’Ucraina, corpo vile in cui si sta combattendo una guerra per procura, uno delle tante che stanno materializzando la paura dello stesso pontefice, corroborata da numerosi analisti, che si

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