L’uccello che girava le viti del mondo- Haruki Murakami

di Stefania Farinella

«È qualcosa che mi piacerebbe tagliare e aprire con un bisturi. Non un cadavere. Proprio la sostanza stessa della morte. Ho l’impressione che da qualche parte debba esistere, qualcosa del genere. Qualcosa di lento e morbido come una palla da softball, dai nervi paralizzati».

Okada Toru si è licenziato e trascorre la maggior parte delle sue giornate a casa, aspettando la moglie che torna da lavoro e occupandosi della cena e di alcune faccende domestiche. Un giorno, all’improvviso, il loro gatto sparisce, e la moglie si rivolge ad un’indovina dal cappello rosso per cercare di trovare l’amata bestiola. Questo sarà solo l’inizio di una serie di eventi e di personaggi che si alterneranno nelle strane giornate del giovane Okada, il quale si ritroverà in un misterioso pozzo “del tempo” e con un nuovo nome “uccello gira-viti”.

Non posso descrivere la trama di questo romanzo di Murakami perché non saprei da dove iniziare. Con lui niente può essere dato per scontato e ogni incontro lascia sempre il segno, di chiunque si parli. Me lo avevano presentato come il suo capolavoro, la sua opera migliore ma per me non è andata così, non sono completamente d’accordo. Circa a metà della narrazione ho sentito un attimo di stanca, cosa che non mi era mai successa con Murakami. Di certo le emozioni non mancano e certe immagini ti rimangono dentro come il sangue. Sicuramente la sua prosa non delude, gli amanti dello scrittore vi ritroveranno inoltre molti simboli e significati che nelle opere di Murakami sono sempre presenti: il parallelismo tra due mondi, il passaggio, il pozzo, i personaggi un po’ strambi e i sogni che collegano a diverse realtà. Nello stesso tempo però tutti questi fattori hanno tolto un po’ di “meraviglia “ nella mia lettura, forse proprio perché molto ricorrenti nella sua scrittura. È comunque una lettura che non delude e che vale la pena di affrontare. Con lui mi sono lasciata andare e ho attraversato realtà indescrivibili. Non mi resta che augurarvi ancora una lunga estate serena.

 

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