Lotta Continua. I diritti degli esclusi nelle lotte degli anni 70

di Piero Lanfranco

Elena Petricola “Lotta Continua. I diritti degli esclusi nelle lotte degli anni 70”.


Il merito di Petricola, a parer mio, è quello di focalizzare l’attenzione su un aspetto prioritario dell’azione politica di Lotta Continua: la centralità del proletariato in tutti gli aspetti della vita sociale. E’ il discorso della socializzazione delle lotte di fabbrica dalla fine degli anni 60 agli anni 70. Petricola è fra i pochi ad aver posto l’accento su questo aspetto, altre ricerche di questo tipo si trovano in alcune tesi universitarie. Lo stesso libro di Petricola deriva dalla sua tesi di laurea. Con questa pratica politica LC prende le distanze dall’operaismo in generale e nello specifico dal fabbrichismo.
Scrive Nicola Tranfaglia nella sua prefazione: “Il testo è diviso in due parti. Nella prima, Dalla fabbrica alla città, è ricostruito il percorso che porta alla formazione di LC, con attenzione ai caratteri che ne fondano l’originalità di prassi politica rispetto al complesso e mobile arcipelago della sinistra extraparlamentare e della sinistra istituzionale, partitica e sindacale. In quest’ottica l’autrice esamina l’organizzazione interna di LC, principale canale di espressione della prassi movimentista, in cui si segnala l’attenzione peculiare al rapporto con il territorio, con i nuovi soggetti sociali ‘ribelli’, soprattutto esterni alla fabbrica, e l’ambizione di organizzarne politicamente ed attivamente la lotta. L’originale attenzione di LC alle nuove soggettività è oggetto specifico della seconda parte del testo, I movimenti di protesta. In tre capitoli Petricola analizza il rapporto di LC con i militari, i movimenti della casa ed i carcerati, ricostruendo le reti organizzative sul territorio nazionale in particolare nell’area torinese che vengono messe in piedi in questi anni e le discussioni politiche che le producono ed accompagnano. In questa parte l’autrice è attenta al rapporto dinamico e spesso contraddittorio che LC cercava di tenere tra le istanze sociali emergenti e l’ambizione di organizzarle in un’azione politica efficace”. Il volume è corredato di una serie di fotografie di Tano D’Amico e presenta un’appendice biografica dei numerosi militanti intervistati.

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