L’organizzazione Gehlen

di Gianluca Falanga

Il vivo interesse che ho riscontrato con l’ultimo annuncio del mio prossimo libro su Gehlen e i criminali di guerra nel BND e soprattutto le vostre numerose domande mi invogliano a riportarvi alcuni contenuti che non sono riuscito a inserire nel volume e che vale la pena di conoscere per farsi un’idea più precisa di quell’epoca e di quei fatti, più articolati e delicati da ricostruire di quanto molti giudizi consolidati lascino intendere. Studiando le carte e gli studi della commissione degli storici indipendenti, cui il BND ha concesso per la prima volta l’accesso ai suoi archivi relativi al periodo 1945-1968, mi sono imbattuto nella figura di Hans Sommer. SS-Obersturmführer e agente del SD, negli anni della guerra Sommer fu attivo principalmente in Francia, con un passaggio in Italia, a Milano e San Remo, fra l’agosto 1944 e la primavera 1945. Esperto gestore di reti informative in vari contesti clandestini (dall’autunno 1940 gli fu affidata la gestione dei contatti del SD coi separatisti bretoni, baschi e corsi e con vari gruppi dell’estrema destra collaborazionista e antisemita), si occupò della consegna di 30 kg di esplosivo, col quale il Movimento sociale rivoluzionario (ex Cagoule) di Eugène Deloncle mise a segno una serie di sette attentati dinamitardi, compiuti tutti nella stessa notte del 3 ottobre 1941, contro le sinagoghe parigine. Finita la guerra, fu arrestato e internato in Spagna, subì una modesta condanna da un tribunale francese e protetto dagli stessi servizi francesi, coi quali aveva preso a collaborare, fece pronto rientro in Germania. Nel 1950 gli riuscì di entrare nell’Organizzazione Gehlen grazie al sistema dei reclutamento a catena per raccomandazione: ogni nuovo collaboratore proponeva la candidatura di almeno altri due camerati, per i quali garantiva in merito all’idoneità al lavoro d’intelligence e all’orientamento nazionalconservatore e anti-antifascista. Nell’estate 1954 fu reclutato anche dalla Stasi, per tramite di Ernst Schwarzwäller, anche lui veterano SD e agente doppio dell’apparato di sicurezza della Germania orientale. Fino al giugno 1968, fornì al controspionaggio di Berlino Est una quantità ingente di informazioni sull’Organizzazione Gehlen, poi BND, sull’organigramma del servizo tedesco-occidentale (rivelò circa 800 nomi di agenti e collaboratori) e sulle strategie di reclutamento adottate da Gehlen. La consegna di circa 2200 documenti riservati gli valse emolumenti per la notevole cifra complessiva di oltre 200.000 marchi. Il suo fascicolo, conservato presso l’archivio centrale della Stasi a Berlino, contiene più di 22.000 pagine e costituisce una delle fonti principali per tracciare la vicenda del recupero, richiesto da Gehlen, degli “specialisti” del SD parigino che avevano dato la caccia alla resistenza antifascista. Gehlen credeva nella minaccia di una ricomposizione dell’Orchestra rossa, un fantasma agitato nei confronti dei suoi interlocutori americani e istituzionali (Kanzleramt, Adenauer) per giustificare l’urgenza dell’attribuzione alla sua organizzazione di competenze di polizia segreta, incompatibili con l’ordinamento democratico (gli angloamericani si opposero). Le informazioni rivelate da Sommer circa il recupero di interi uffici della Gestapo, del SD, dei corpi di polizia nazista nei ranghi del servizio segreto diretto da Gehlen, servirono alla Stasi per alimentare la propaganda del regime comunista, che contrapponeva la dottrina di Stato antifascista della DDR alla “restaurazione” neofascista nella Repubblica federale. Nel 1956, per evitare che venisse arrestato dal controspionaggio di Bonn, la Stasi accettò di spostarlo in Italia, per la precisione a Brescia, dove sfruttò la copertura di collaboratore dell’azienda di armamenti Isotta Fraschini per mantenere i contatti con Parigi e Berlino est e (ri)allacciarne di nuovi con la rete di Karl Hass. Chi gli dava la caccia per il suo passato, smise di farlo negli anni Sessanta. Hans Sommer è morto a Brescia il 31 ottobre 1987.

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