Lo spirito della traduzione

di Renzo Toso

Un mio caro amico afferma che la traduzione letterale spesso non è fedele. Traducendo quello che è considerato l’autore greco più accessibile, Esopo, mi sono reso conto della verità di questa frase. Chi traduce non deve rendere le parole di una lingua in quelle di un’altra ma trasformare ciò che presuppone una mentalità linguistica in ciò che si basa su una inevitabilmente diversa: operazione nel contempo indispensabile e impossibile. Chi si arrende e traspone parola per parola si giustifica con la ridicola affermazione che si deve suscitare la nostalgia dell’originale: chiaro indizio che l’uomo trova sempre una buona scusa per coprire i propri fallimenti.

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