L’Italia che si sgretola

di Alfonso Lorelli

Quasi tutte le opere pubbliche costruite negli anni sessanta-ottanta del Novecento si stanno sgretolando; ponti, strade, scuole, edifici pubblici vengono dichiarati pericolanti in numero crescente; alcune vengono rattoppate alla meno peggio, altre devono essere demolite.

Ma la causa di ciò che sta succedendo non è la normale usura del tempo bensì il sistema criminale che in Italia presiede alla costruzione delle opere pubbliche e che coinvolge progettisti, imprese, enti di controllo, sistema penale e giudiziario.

Sta proprio nella legislazione penale l’origine del male; nelle leggi che facilitano le assoluzioni, che mitigano le pene, che consentono la reiterazione del reato ecc.

Se una ditta che imbroglia su di un appalto venisse radiata per sempre dall’albo ed altrettanto accadesse per il direttore dei lavori che “ha chiuso un occhio” sull’imbroglio ed anche per il funzionario statale o comunale che non ha controllato per come doveva; se tutti costoro, accertata la loro responsabilità ed in breve tempo, fossero messi al lastrico e senza appello, il sistema criminale verrebbe sconfitto o comunque ridimensionato.

Se guardiamo le opere del regime fascista che resistono all’usura del tempo non dobbiamo pensare ad una diversa “virtù italica” ma semplicemente ad una legislazione penale severissima che convinceva a non tentare gli imbrogli sui lavori pubblici.

Ad Amantea una scuola media costruita cinquant’anni fa è stata demolita mentre una scuola elementare costruita novantacinque anni fa non ha mai subito una lesione; i ponti costruiti nel 1926 sono integri mentre il ponte sull’Oliva costruito nel 1970 si sta frantumando…

E così via elencando dal Morandi al Cannavino, da nord a sud…..

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