L’inquilino del terzo piano

di Chiara Renda (editing Alberto Colombani)

L’INQUILINO DEL TERZO PIANO
Roman Polanski 🪞

“Io non sono Simone Choule.”

Trelkowski, modesto impiegato di origini polacche, prende possesso a Parigi di un appartamento la cui inquilina precedente, Simone Choule, si è uccisa buttandosi dalla finestra. O, sarebbe meglio dire, è l’appartamento stesso a prendere possesso dell’uomo. Circondato da inquietanti e grotteschi vicini, Trelkowski scopre nell’appartamento orribili tracce dell’ex-inquilina e finisce progressivamente in un tunnel di follia che lo conduce al totale sdoppiamento di personalità nella ragazza.

▪️Presentato in concorso alla 29ª edizione del Festival di Cannes nel 1976, è tratto dal romanzo “Le locataire chimerique” di Roland Topor, ed è il decimo lavoro di Polanski qui anche come protagonista.
È sicuramente il più kafkiano dei
suoi film, grazie alle atmosfere claustrofobiche e grottesche che inchiodano lo spettatore a questo condominio popolato di personaggi che sembrano parenti dei vicini di casa di Rosemary Woodhouse. Un dramma gotico e psicologico sulla diversità e sulla figura dello straniero, interpretato da un Polanski dostoevskiano e interpretabile come metafora e riflessione sull’artista, in bilico tra follia e razionalità estrema e ossessionato da un pubblico volgare e gretto.

▪️Come in Rosemary’s Baby, anche qui il nemico è rappresentato dalla società, il vicinato che complotta contro il protagonista con fare massonico. E Trelkowski, smarrito come un personaggio di Kafka, finisce per diventare una pedina ingabbiata in un sinistro meccanismo più grande di lui, inesorabilmente condannato a un destino beffardo dal quale non riesce a svincolarsi.

▪️Il terrore quotidiano e fantastico e i simbolismi tipici di Polanski si fanno sempre più estremi con lo scorrere del film: dagli inquilini nel bagno ai macabri ritrovamenti all’interno delle pareti (ossessione polanskiana fin dai tempi di Repulsion) si arriva all’inesorabile sdoppiamento di personalità – anche nell’abbigliamento – in Simon Choule. Fotografato dall’operatore Sven Nykvist, capace di prospettive inusuali ed estreme, L’inquilino del terzo piano è uno dei migliori incubi prodotti da Roman Polanski.

Chiara Renda 🖋
Editing • Alberto Colombani

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