L’idea del buonsenso

di Carlo Serra

La sua idea di buon senso è l’opposto della mia”.

In questa frase, pronunciata da Elsa Fornero, emerge la differenza sostanziale fra una teoria del diritto e una del fondamento, fra una posi zione pre giuridica basata sulla doxa, ed un terreno ulteriore. Si tratta di una risposta leale, magistrale e profonda.

Vannacci, che è certamente un uomo intelligente, contraddice, per molti aspetti, la sua storia e la sua avventura professionale. Si diventa Generali attraverso criteri oggettivi. Vannacci travolge tutto emotivamente, confondendo i piani su economia, donna, omosessualità, emigrazione. E si dimentica il modo barbaro in cui in questi anni è stato travolto il codice e le forme di punizione dalla maggioranza di cui fa parte, altro che nuove carceri, che, per altro, potevano entrare nel PNRR. Il peggio è che quando parla di dati oggettivi, Vannacci è una banderuola, non conosce la demografia economica, e si prende, giustamente, clamorose bacchettate di velluto.Il suo elettorato non se ne accorge? Questa destra che ragiona a spanne è un enorme problema del moderno. Perchè nel margine della propria autocontraddittorietà non ha un progetto politico, e parla alla pancia delle persone spaventandole . Sono di plastica, e perdono lo spessore dei valori che dovrebbero rappresentare. Si tratta di una configurazione politica molto lontana dallo spietato pragmatismo della destra classica. Questa gente non conosce Sidney Sonnino, non legge nemmeno la memoria storica di Montanelli o di Longanesi, sa a malapena che è esistito Malagodi. Non conosce a fondo nemmeno il fascismo? È una colpa? È una colpa se pensi in termini di governo e di strutture statali? Certamente si.

Purtroppo, dall’altra parte non abbiamo più la disincantata saggezza della Fornero, ma un partito, il PD, che sta ancora cercando il senno sulla luna, mentre continua ad organizzare i propri comitat dii affari. Sembra una situazione senza uscite, e, molto probabilmente, lo è. Vi è mancanza di politica industriale ed economica: il caporalato è un sintomo non curato in forma bipartizan, purtroppo. È bipartizan la colpa di aver ucciso la rappresentazione sindacale, e la crisi delle possibilità d’acquisto negli stipendi. Se la strategia politica è quella di Renzi e Calenda, non si vede nulla. Dall’ortofrutta e dallo sfruttamento col caporalato alle costruzioni disumane di lavoro nei cantieri, la classe politica non vede, ne sa. O meglio, non vuole sapere.

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