Liberali e libertari a senso alterno

di Marco Vigna

Esistono partiti, movimenti, individui i quali da decenni proclamano che:

1) la guerra è sempre sbagliata;

2) la sovranità nazionale è un male di per sé;

3) i confini sono dannosi e debbono essere aboliti;

4) l’Unione europea ha portato la pace;

5) la libertà di pensiero è sacra.

Tutti costoro nel giro di poche ore hanno capovolto i loro dogmi ultradecennali e sono diventati bellicisti ad oltranza, al codazzo della Ue, per difendere i confini e la sovranità dell’Ucraina.

Contemporaneamente si sono invocate ed attuate misure di repressione del pensiero degne di uno stato totalitario, con richieste rivolte a proibire pensiero critico e dissenziente verso gli ordini del governo italiano in carica (o meglio gli ordini della Nato) od addirittura a sanzionare e reprimere la cultura russa.

La frenesia od isteria bellicista d’alcuni di questi soggetti è così iperbolica ed esagerata da sconfinare nel grottesco e caricaturale, specie sulle bocche e nelle penne d’individui che non hanno mai fatto neppure il servizio militare, che hanno trascorso una vita intera a stigmatizzare la “violenza” in quanto tale, che hanno denunciato come inaccettabile violazione dei diritti umani manganellate date dalla polizia a teppisti che mettevano a soqquadro interi quartieri o magari le manette poste ad un criminale esagitato sorpreso con un coltello in mano. Tutti costoro all’improvviso invocano spese militari, invio di armi, spostamenti di truppe, bombardamenti sulla Russia, assassinio di un capo di stato straniero e quant’altro. Il fervore con cui sedicenti pacifisti reclamano atti che, se fossero compiuti, scatenerebbero la III guerra mondiale ed un conflitto nucleare, non si sa se derivi da ipocrisia (di chi sa bene che certe azioni non potranno essere realmente effettuate) o da ignoranza (di chi è incapace di comprendere le necessarie conseguenze di un attacco della Nato alla Russia).

A ben vedere, l’intolleranza fanatica dimostrata da costoro in queste settimane di guerra fra Russia ed Ucraina è coerente con la loro mentalità autentica. Simili soggetti appartengono ad una fascia sociale che è profondamente convinta della sua “superiorità morale”. Costoro credono in una sorta di pseudoreligione laica e ritengono che: 1) i “credenti” siano per ciò stesso superiori agli “infedeli”. 2) questa pseudoreligione abbia il dovere ed il diritto d’estendersi a tutto il mondo, ad ogni costo.

Perciò, anche se parlano sempre di libertà e tolleranza, sono radicalmente ostili a chiunque non condivida le loro idee, reputandolo all’ingrosso un essere inferiore da redimere od un criminale da combattere, per cui le sue convinzioni debbono essere vietate e proibite. Non paghi d’imbavagliare i vivi, i seguaci di tale setta cercano, realizzando una triste profezia di Orwell sul totalitarismo, di riscrivere il passato, cancellando la cultura, demolendo statue, censurando libri ed autori, imponendo una neo-lingua come in “1984”.

Sebbene discettino sempre di pace e concordia internazionale, sono prontissimi a chiedere guerre ed appoggiarle contro gli stati che siano colpevoli di non adeguarsi ai loro principi ideologici, per “salvare” i loro popoli (immancabilmente giudicati inferiori) e per “punire” i governanti (altrettanto immancabilmente ritenuti delinquenti).

Mai nella storia umana si è parlato tanto di libertà, tolleranza ed inclusività, ma raramente si sono toccati simili livelli di fanatismo ed intolleranza.

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