Lev Landau

di Storie Scientifiche

Lev Landau, come ha scritto Alexei Kojevnikov, “non ha bisogno di presentazioni perché è troppo conosciuto, anche se non è stato compreso a sufficienza”. Fu una strana personalità, sia come fisico che come uomo. Nella scienza, come nella vita, gli piaceva provocare, rompere i canoni, suscitare l’interesse o l’indignazione del pubblico. Non a caso la targa affissa fuori la porta del suo ufficio di Charkiv recitava la famosa frase:
“Lev Landau. Attenzione, morde!”

Landau fondò anche la sua scuola di fisica teorica, con un test di ingresso fra i più duri che siano mai stati partoriti: il minimo teorico o, come venne ribattezzato, la barriera di Landau. Dal 1934 al 1961 soltanto 43 persone superarono questa estenuante prova che era divisa in nove esami: due di matematica, dove chiedeva di risolvere un’equazione differenziale ordinaria e un integrale esprimibile in termini di funzioni elementari. Per gli altri sette esami, che ricoprivano le nozioni di fisica, veniva richiesto praticamente tutta la teoria classica e quantistica, relativistica e non.
Essere studente di Landau non era un titolo che donava privilegi, solo doveri, poiché chiunque poteva avere discussioni scientifiche con Landau e ricevere i suoi consigli.

Una volta, tenendo una conferenza a Mosca durante la sua ultima visita in URSS, fu chiesto a Niels Bohr come fosse riuscito a creare una scuola di fisica teorica così famosa e di prim’ordine. Egli rispose:

“Probabilmente perché non mi sono mai vergognato di dire ai miei studenti che sono uno stupido”.

La conferenza di Bohr fu tradotta in russo dal più stretto collaboratore di Landau, Evgenij Lifshitz, che la tradusse: “Probabilmente perché non mi sono mai vergognato di dire ai miei studenti che sono degli stupidi”.
L’errata traduzione di Lifshitz provocò molte risate tra gli ascoltatori. Lifshitz si rese conto dell’errore, si corresse e si scusò. Kapitza, che era presente, osservò che questo errore di traduzione non era affatto casuale:

“Proprio qui sta la differenza tra le scuole di fisica teorica di Bohr e di Landau”.

Boris Ioffe, uno dei principali fisici sovietici delle particelle e ex studente di Landau scrisse:

“Per Landau la creazione di una Scuola e i seminari aveva un unico scopo: mantenere elevato il livello scientifico. Ciò che era importante per lui non era la sua Scuola, non era avere un gran numero di studenti che lo veneravano come un maestro, ma far sì che i suoi studenti fossero sempre aggiornati e all’avanguardia nei diversi settori.”

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