L’Espresso sta morendo? NO, era già morto

di Beppe Lopez

L’ESPRESSO E’ MORTO?
NO, ERA GIÀ MORTO


Un giornale – quotidiano, settimanale o altro – è tale e non solo carta stampata, quando un cittadino va in edicola, lo sceglie fra i tanti, lo paga e se lo legge.
Perciò l’Espresso – il grande Espresso che ha formato generazioni di lettori e di giornalisti – non è morto oggi con l’espulsione dal gruppo Repubblica.

È morto, sopravvivendo penosamente a sé stesso, quando l’editore decise di allegarlo a Repubblica obbligandone i lettori ad aquistarlo, non scegliendolo, magari non leggendolo, spesso buttandolo nel cestino senza nemmeno sfogliarlo.

In quella occasione non ci furono proteste, lamenti o scioperi, semmai soddisfazione e sospiri di sollievo. Un errore clamoroso, non solo da parte di un editore già tutto proiettato sui tagli, sulla Rete e
“sull’informazione in real time”, ma anche da parte di una direzione e una redazione disinteressate a svolgere il proprio ruolo storico sul libero mercato dell’informazione, delle idee e delle capacità professionali.


Garanzie e tutele a prescindere, non sono mai gratis ed eterne.

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