Leonard E. Boyle

di Monsignor Valentino Di Cerbo

Ieri pomeriggio ho partecipato ad un Convegno su p. LEONARD E. BOYLE, un domenicano Irlandese, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana dal 1984 al 1997, che mi accolse con grande umanità in quella prestigiosa Istituzione in uno dei momenti più brutti della mia vita sacerdotale. Il Convegno, a 100 anni dalla sua nascita, si è tenuto nel Salone Sistino (adiacente ai Musei Vaticani), opera cinquecentesca dei pittori Guerra e Nebbia, grandi collaboratori di papa Sisto V, che vi hanno affrescato la storia del libro. Si entra sempre con grande umiltà e soggezione in questi ambienti solenni, ma poi ti accorgi che lì- come in tutta la Chiesa- vi circola una grande umanità, che ti dona voglia di vivere e fiducia nell’uomo. È quello che mi ha fatto sperimentare p. Boyle, un grande studioso, “innovatore nella tradizione”, un prestigioso funzionario Vaticano, ma soprattutto un prete e un uomo appassionato, un pò anticuriale (per alcuni tratti anticipava papa Francesco), ma pieno di entusiasmo per la missione culturale della Chiesa e per il bene di quanti incontrava.
Le relazioni hanno ben colto soprattutto il suo profilo di studioso e di religioso domenicano, ma anche i lati migliori della sua personalità. Di lui ricordo soprattutto quella sua umanità non affascinata dal potere, ma tutta tesa a mettersi a servizio degli altri e a riversare nell’oggi (anche con l’uso di nuove tecnologie) la ricchezza di cultura e di valori della Chiesa perchè continui la sua grande missione di scuola di umanità e di futuro.

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