Le vie della transumanza nel Lazio

di Lorenzo Arnone Sipari 

Ho assistito con molto interesse, presso la Riserva del Lago di Posta Fibreno, alla presentazione del libro sulle vie della transumanza nel Lazio, con particolare riferimento a quelle della Val di Comino e dei Monti Simbruini. Ringrazio le autrici, Sara Carallo e Francesca Impei, per avermi immeritatamente “antologizzato” tra le fonti. Il volume, edito dalla Società Geografica Italiana, ha il merito non solo di affrontare il tema in chiave storico-geografica, peraltro con l’ausilio di molte fonti, e corredato di numerose illustrazioni, ma anche di offrire una lettura in prospettiva della pastorizia nelle due aree attenzionate. E di far riflettere. Per quanto riguarda la Val di Comino, al di là dello spopolamento consolidato, sono davvero “senza ritorno” i numeri desunti da una delle tabelle presenti nel libro, quella sulla variazione delle aziende che si occupano di allevamento. Nel periodo 1982-2010, in base ai dati Istat, l’area cominese ha registrato, infatti, una contrazione che va in media oltre l’85 percento, con punte più elevate nei centri più piccoli (- 99 di Posta, – 94 di Casalattico, – 92 Fontechiari).

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