Le preoccupazioni di Vincenzo De Luca

di Federica Angeli

Io denuncio da anni e anni questo sistema del Pd, che ormai è diventato ciò che descrive De Luca, governatore della Campania. Condivido ogni sua singola parola. Nel Pd si fa carriera se fai parte di correnti e tribù, non se sei competente. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

De Luca al Pd “Da noi come pinguini, più perdi più fai carriera”

È un attacco frontale al meccanismo di selezione dei dirigenti quello che porta il governatore campano Vincenzo De Luca al suo partito, il Pd, dal palco della festa dell’Unità di Napoli: “Negli altri partiti – spiega De Luca – la selezione dei gruppi dirigenti è rigorosa: ti presenti, ti candidi, se vinci vinci, se perdi chi s’è visto s’è visto. Nel nostro Paese invece la selezione dei gruppi dirigenti avviene in negativo, più sei un pinguino, più perdi elezioni, più fai carriera. Questo è il dato del Pd. Questo meccanismo di selezione dei gruppi dirigenti è quello che Gramsci definiva la storia del grande uomo e del cameriere: fare il vuoto intorno per emergere e distinguersi. La selezione dei gruppi dirigenti non avviene sulla base del radicamento che si ha nel territorio. Ci sono dirigenti che hanno perduto nei loro territori e fanno i dirigenti nazionali. E nessuno invece ricorda che io sono il dirigente del Pd più votato d’Italia alle ultime regionali”.
Per De Luca la classe dirigente del Pd si divide in correnti, sottocorrenti e tribù. “E’ il punto supremo di sviluppo del correntismo” osserva. E rincara la dose: “Il Pd ha assunto il peggio del Partito comunista e il peggio della Democrazia cristiana: il centralismo burocratico del Pci e il correntismo della Dc. Non ha assorbito le cose migliori, il senso dell’organizzazione e della militanza dei vecchi comunisti e la cultura della persona, e il personalismo del cattolicesimo democratico, per cui a volte ci presentiamo come una banda di sciamannati, e troppi dirigenti del partito impiegano il 99% del loro tempo non ad affrontare e risolvere i problemi, ma a costruire sistemi di relazioni, a Roma soprattutto, tra una amatriciana e una carbonara. A me questa cosa fa schifo”.
“Detto ciò – ha concluso De Luca – siccome siamo alla vigilia di una campagna elettorale dobbiamo fare le battaglie al nostro interno ma sia chiaro che le alternative al Pd non esistono. E occhio che se vince la destra sono a rischio le conquiste in tema di diritti civili come l’aborto per le donne. Basta vedere la Meloni in Spagna, è stata una vergogna”.

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