Le conseguenze del terremoto avvenuto nel 1693 a Ragusa

di Giuseppe Barone

Nella storia di Ragusa il terremoto del gennaio 1693 rappresenta una svolta cruciale, non solo per il numero impressionante delle vittime ( 4500 morti, pari alla metà della popolazione ) ma anche per la drammatica divisione della città, voluta dall’ ala oltranzista del partito “sangiovannaro” guidata dalle famiglie Nicita, Leggio, Schininà e dal nuovo governatore della contea, Bernardo Arezzo, da tempo in rotta con gli altri membri dell’ antico casato.

Il colpo di mano fu avallato dal ragusano Giovanni Antonio Joppolo , Barone di S. Rosalia e presidente del Tribunale del Real Patrimonio, nonché dalla decisione del Conte Juan Thomas Enriquez Cabrera di sostituire i maestri razionali più “attaccati” al partito “sangiorgiaro” come il barone di Camemi Biagio Castellett.

Nel 1703 la divisione sarebbe stata annullata dal viceré, ma sulla spinta delle esportazioni agricole la nuova Ragusa sulla collina del Patro sarebbe cresciuta comunque a ritmi molto più elevati rispetto alla vecchia Ibla. Il conflitto politico e religioso tra le due Raguse è ora ricostruito sulla base di documenti inediti e fonti archivistiche nel mio saggio pubblicato sul primo numero dell’ Archivio Storico Ibleo , la rivista della Società Ragusana di Storia Patria che può essere acquistata presso la Libreria Flaccavento.

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