Le condizioni attuali della crisi in Ucraina

di Peter Freeman

Tre mesi fa, o poco meno, quando è cominciata la guerra in Ucraina, nei talk show ha preso il via il dibattito. Si è molto discusso di NATO, di Putin ma anche di Biden, di Europa (un po’ confusamente), di sanzioni, di quando sono state poste le premesse di tutto questo, di quanti nazisti ci siano in Ucraina. Abbiamo inoltre fatto conoscenza della nuova fauna da talk show sull’Ucraina.
Tre mesi dopo l’inizio della guerra nei talk show si discute molto di NATO, di Putin ma anche di Biden, di Europa (un po’ confusamente), di sanzioni, di quando sono state poste le premesse di tutto questo, di quanti nazisti ci siano in Ucraina.
Nel frattempo i russi hanno preso Mariupol, Azovstal si è arresa dopo settimane di assedio, le truppe russe hanno sfiorato Kiev poi ne sono stati ricacciati, qualche milione di profughi ucraini si aggira per l’Europa, non è passato giorno senza che Volodimir Zelenski si rivolgesse al mondo dal suo bunker, si annuncia una seria crisi alimentare che colpirà i paesi in cui già si muore di fame, l’Europa tenta di limitare la propria dipendenza energetica dalla Russia. Questo e altro è accaduto. Un sacco di cose.
E poi ci sono i talk show della tv italiana che nel panorama dell’informazione mondiale sono un po’ come la ricetta delle fettuccine Alfredo in America, quelle con la panna e i gamberi: weird things, stranezze, ma loro le fanno e pensano siano buone.
Ogni Paese ha le sue stranezze. Perciò tra tre mesi (ma a giugno subentra il palinsesto estivo) avremo sempre i nostri talk e il livello sarà questo. E ascolteremo discussioni in cui si litiga sulla NATO, su Putin ma anche su Biden, sull’Europa (un po’ confusamente), sulle sanzioni, di quando sono state poste le premesse di tutto questo, di quanti nazisti ci siano in Ucraina.
Io spero davvero che tutto finisca presto, prestissimo. Per ragioni umanitarie, ma non solo. E sono certo di una cosa: tra nove mesi il pubblico della tv generalista non avrà capito un acca della Russia e dell’Ucraina, e nemmeno di ciò che è accaduto dopo il 1989 – beato chi avrà custodito qualche ritaglio di giornale dell’epoca in cui ancora si compravano i giornali. Però avremo allargato lo zoo della fauna da talk. Sull’Arca si troveranno a loro agio.

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