L’azienda Olivetti

di Alessandro Vivanti

Per riprendersi dalla batosta elettorale, sarà meglio dedicarsi a un po’ di impegno culturale – finché sarà possibile – andando a sentire la presentazione del libro di Cristina Accornero alle 18:00 al Polo del ‘900.
Questo volume raccoglie i primi risultati di una ricerca dedicata alle riviste aziendali dell’impresa eporediese a partire dai primi anni venti fino agli anni novanta del XX secolo. Oltre a testimoniare l’impegno politico e una visione innovativa del fare impresa, la peculiarità di questa vicenda culturale sta nella continuità di un pensiero e di una azione, che ha le radici nella storia della famiglia fondatrice e che prosegue oltre la scomparsa di Adriano.
Adriano Olivetti fu un imprenditore illuminato: intendeva la cultura come “ricerca disinteressata di verità e bellezza” e la gestione della conoscenza come bene comune. I capisaldi della sua “atipica” teorizzazione del concetto di cultura e della sua – ancor più atipica – pratica concreta nell’azienda Olivetti, vengono passati in rassegna affrontando i temi dell’apertura dell’organizzazione al futuro, dell’innovazione come autorealizzazione del lavoratore, del lavoro come ricerca di verità, dell’interdipendenza tra partecipazione cognitiva e comunità di conoscenza, del rapporto tra ricerca della bellezza, conoscenza e armonia sociale.

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