L’autobus di Mestre

di Mario Scialoja

STRANO BUCO NELLE INDAGINI SULL’AUTOBUS DI MESTRE.

Non capisco perché chi indaga sulla dinamica della tragedia del bus di Mestre si sia fissato sull’ipotesi del malore del conducente.
Che adesso l’autopsia ha escluso.
Rimane in prima fila una dinamica che fin dall’inizio doveva apparire come probabile. Non c’è traccia di frenata e l’autobus ha strisciato contro il guard rail per più di 60 metri.
Viene da pensare a una manovra assolutamente classica. L’autista che si trova improvvisamente senza freni compie una scelta da manuale: striscia volutamente contro il guard rail per rallentare. E, infatti, ha rallentato fino a sei chilometri all’ora.
Ma disgrazia ha voluto che ha trovato quella maledetta interruzione della barriera dove si è infilato, ha capottato piano piano ed è precipitato.
L’ipotesi di una manovra tradizionale di questo tipo e il mancato funzionamento dei freni doveva essere una delle prime, se non la prima, ad essere presa in esame.
Ma sembra che non sia stato fatto. Sinora.

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