L’amante di Lady Chatterley

di Torino, una città tutta da scoprire

Avete mai letto il romanzo “L’amante di lady Chatterley”? Lo sapevate che è stato scritto a Torino?
Proprio qui, lo scrittore David Herbert Lawrence, scrisse il libro che fece scandalo a quell’epoca e che lo rese celebre.

Sulla collina di Torino, nascosta da un fitto bosco c’è la storica villa Becker, un edificio elegante e imponente, dove ha visto nel tempo personaggi famosi, nei suoi saloni avvenivano lussuosi balli, dove vedeva sfarzi, seduzione e voglia di vivere, dove la Torino che contava faceva a gara per poterci partecipare, ma ahimè, oggi, versa in pessime condizioni.

Vidi delle fotografie di questa residenza e da quel giorno mi promisi di andarla a visitarla, arrivando anche a scalare la ripidissima collina in mezzo agli alberi, ortiche, spine e fango, ma arrivato di fronte alla Villa, ogni residuo di fatica scompare immediatamente, ne rimani incantato, perché la vista era esternamente è incredibile.

Una volta dentro, il cuore non smette più di battere all’impazzata, perché ovunque si posa lo sguardo è qualcosa che va oltre e al di là del tempo. Ogni parete, arco, colonna, statua, bassorilievo o vetrata ha secoli di storia e una cura artistica veramente rara.
Il piano terra della Villa è intrappolato da un meraviglioso soffitto decorato e coloratissimo ad archi a sesto acuto sorretti da decine di colonne, e impreziosito da un meraviglioso camino originale.

L’arredo è pressoché inesistente, ad eccezione di un paio di vecchie poltrone rovinate, e in molte delle stanze regna la distruzione più totale e ignobile.
Ma è salendo la scalinata principale, con una preziosissima ringhiera cesellata ad arte, si giunge al salone principale della Villa, il salone toglie tutto il poco fiato che mi era rimasto e le decorazioni delle pareti, dei portoni, delle finestre, del camino e addirittura del soffitto creano un’atmosfera magica e di nobiltà di altri tempi.

Qui, secondo la leggenda si racconta che nella prima metà del 900 visse per qualche tempo lo scrittore David Herbert Lawrence insieme alla moglie Frida. Proprio qui, scrisse il libro che fece scandalo a quell’epoca e che lo rese celebre, “L’amante di lady Chatterley”.

La sua struttura risale al 1633, appartenuta al Marchese Ludovico San Martino D’Aglié, zio di Filippo, esponente di una delle più antiche famiglie della nobiltà piemontese, dove acquistò un terreno in quella zona di Torino, e vi fece costruire la sua residenza.
Ludovico morì proprio in questa dimora nel 1646, che passò di proprietà al nipote Filippo San Martino d’Agliè, anche lui letterato, politico e musicista, dove visse fino al giorno della sua morte, 1667, sepolto al monte dei Cappuccini.

Oggi la villa, quasi un palazzo reale, versa in pessime condizioni, le finestre e porte murate non sono bastate a tenere lontani vandali.
Impossibile non domandarsi come fosse Villa Becker al tempo.
In quattrocento anni di storia la villa è stata più volte sistemata e adattata in base al mutamento dei gusti di ogni epoca, l’ultimo restauro risale agli inizi del 900… in seguito, Villa Becker cadde nell’oblio.

Senza dubbio, l’alone di mistero che aleggia a Villa Becker, così come in ogni altro edificio abbandonato o caduto in disuso, esercita il suo fascino, non a caso, Dario Argento, da sempre amante di Torino e della sua magia, scelse proprio questa villa disabitata per girare le scene finali del film La Terza Madre, dove si può vedere Asia Argento che entra in questa villa spettrale, splendida e suggestiva senza nessun ritocco scenografico.

Il nome della villa lo prende dall’ultimo proprietario, Sir Walter Becker, noto diplomatico, amante dell’Italia, che soggiorno a lungo a Torino, tra le persone che ospiterà, lo scrittore David Herbert Lawrence.
Scoprire l’ubicazione della villa è praticamente impossibile, a meno che non si conosca la posizione esatta, è immersa in una fitta boscaglia, dopo un non poco tortuoso passaggio.
(fotografie massimo Palma) © 2023

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