La zuppa di lenticchie

di Renzo Tosi

Le lenticchie e la zuppa di lenticchie erano, nella Grecia classica, un cibo povero che ben si prestava a giochi parodici, i quali calavano espressioni auliche o tragiche nel quotidiano. Un esempio si ritrova in quell’enorme raccolta di materiali che è rappresentata dai Deipnosofisti di Ateneo di Naucrati: la furibonda imprecazione di Medea “Zeus, che non rimanga impunito il colpevole di questi mali” è  trasformata col semplice cambiamento di una consonante iniziale (un gioco da Settimana enigmistica!) in “Zeus, che non rimanga impunito il colpevole di questa zuppa di lenticchie!”.  Così si passa da Medea tradita che medita una strage al disappunto di un commensale scontento.

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