La violenza che ha plasmato il mondo

di Carmine Tomeo

Sono abbastanza convinto che possiamo ritenere questa parte di mondo che abitiamo migliore delle altre e accordiamo così tanta fiducia al sistema politico ed economico che lo regola, perché qui non abbiamo subito la violenza sistematica dell’americanizzazione.
Non altrettanto possono dire gli abitanti del Guatemala, dell’Argentina, del Cile, del Mozambico, del Brasile o dell’Indonesia.
In quest’ultimo Paese, tra i più popolosi del mondo, dove in un processo pacifico il Pki (Partito comunista indonesiano) partecipava ai processi politici nazionali, fu organizzato probabilmente il peggiore sterminio di massa di comunisti, simpatizzanti, militanti per la giustizia sociale, loro familiari. Di tale massacro si resero responsabili gli Stati Uniti d’America. Il metodo usato in Indonesia (il metodo Giacarta, dal nome della capitale) venne poi in qualche modo adottato nel mondo, ovunque ci fosse, a discrezione degli USA, un pericolo socialismo da tenere sotto controllo ed estirpare con l’uccisione, la tortura, il terrore.
La strada al capitalismo è stata spianata dall’adozione del “metodo Giacarta” negli anni seguenti le lotte di liberazione dei Paesi coloniali, che hanno subito la violenza del passaggio forzato dal post-colonialismo ad un neo-colonialismo.
Come scrive l’autore, Vincent Bevins, questi “programmi di omicidi di massa […] hanno contribuito all’affermarsi dell’americanizzazione. In un certo senso l’hanno resa possibile. Di sicuro non furono gli unici a determinarla […] ma possiamo senza dubbio immaginare che senza quegli eventi le cose sarebbero andate diversamente […] La violenza anticomunista di Washington […] ha plasmato profondamente il mondo in cui viviamo”, che si regge su profondissime e inaccettabili disuguaglianze, tra Paesi del Primo e del Terzo mondo e tra le classi sociali all’interno dei singoli Stati. Mentre le libertà democratiche sbandierate nei processi di sottomissione politico ed economico dei Paesi del Sud del mondo da parte del mondo ricco sono rimaste solo vuote promesse o sostanzialmente privilegi per sfruttatori, dittatori e classi dirigenti eterodirette.
Se questa parte di mondo che abitiamo ci appare migliore, più libera, giusta e democratica di altre è anche perché non la osserviamo dalla prospettiva degli oppressi.

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