La vedova scaltra

di Francesco Abbate

Chi ha la mia età forse si ricorda di un giornale satirico “Il Travaso “, abbastanza di destra, se non ricordo male (forse per questo compariva ogni tanto in casa mia!!) nel quale vi era la vignetta di una vecchia signora intitolata “la vedova scaltra”, la quale come Bertoldo con la scelta del suo albero, per allungarsi la vita pregava il Padre Eterno di un ultimo desiderio: fammi assistere a un avvenimento quasi impossibile da realizzarsi e poi accoglimi pure nel tuo santo Paradiso. Più o meno come la vedova scaltra il furbo single (che alla età di cinque anni già sfottevano come “l’uomo fubbo”, da quando lo avevano avvertito “guarda bene dove metti i piedi”, nel guadare un torrentello e lui indispettito, nell’alzare la testa aveva detto “sono fubbo io” e papafunfete) il furbo single aveva pensato un accordo con il suo dna perché gli permettesse di arrivare almeno a 90 anni, e magari, perché no? anche un poco oltre per concludere tutti i progetti di ricerca e scrittura che ha il vizio di portare avanti contemporaneamente (per la verità ci mette tempo poi alla fine ci riesce) dal “lessico longhiano” (da Graziani e Arcangeli a Paolucci) a una organica rivisitazione della Nuova Figurazione (per fatto personale) e del troppo bistrattato Realismo del dopoguerra. Poi dopo i 90 per occuparsi solo di letteratura. Dopo aver pubblicato un volumetto di raccontìni un po’ surrealisti (titolo “Tutti gli incantesimi del bosco”) di cui l’editore ha venduto sei copie (ovvio se non lo distribuisce) sta naturalmente scrivendo in contemporanea (ma una pagina ogni sei mesi) due lunghe elucubrazioni (non posso certo chiamarli romanzi) uno “Ciarmi e cufecchie di Policenella Petrulo popolano napoletano da sempre “ abbastanza avanti nella scrittura e uno diciamo un po’ autobiografico “Reparto Flores” (tutti sanno in quale paese si trovi quel quartiere!). Ebbene il mio dna dopo aver acconsentito ha fatto lo sgambetto e il fisico comincia a non reggere più tanto, si stanca subito non è più tanto saldo sulle gambe e poi è intervenuta pure la depressione perché quaggiù nel Cilento tutto va a rotoli tutto gira a vuoto e non se ne vede la fine.. Consiglio ai fiorentini di domani: se volete emigrare andate all’estero e non nel Sud Italia..

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