La scomparsa di Enzo Collotti

di Brunello Mantelli

L’altro ieri è mancato un grande storico dell’età contemporanea, Enzo Collotti, capofila e maestro della storiografia germanistica italiana.
Tra i suoi campi di studio: i fascismi europei, la Shoah, l’austromarxismo, l’internazionale operaia e socialista (IOS), il Linksozialismus (socialismo di sinistra, distinto dalla socialdemocrazia e dal comunismo di osservanza bolscevico-sovietica), la storia della Germania nei suoi vari e complessi aspetti.
Un maestro.
Cho voglia accostarsi ai suoi studi ne trarrà gran profitto.
Si eviti però di prestare attenzione a ciò che su di lui han scritto in questi giorni i quotidiani, svolazzando dalla volgarità, all’ignoranza, alla cialtroneria, al riduzionismo, da “Il Corriere della Sera” dove Antonio Carioti non si trattiene dall’ascrivergli una “qualche simpatia per la DDR”, a “Il manifesto” che ne riduce il polivalente e vastissimo ventaglio di interessi a quello di mero “storico della Resistenza”, inducendo quindi il lettore ignaro a prenderlo per uno qualsiasi.
Vergognatevi, gazzettieri. Parlate d’altro quando non sapete di qualcuno e qualcosa un accidente.

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