La rivoluzione conservatrice

di Gloria Origgi

Oggi, una pillola del programma della destra di Meloni: LA RIVOLUZIONE CONSERVATRICE

Da dove viene questa espressione? Fu impiegata per la prima volta nel 1927 da Hugo von Hofmannsthal, intellettuale tedesco che aderiva a quel movimento di reazione contro la Repubblica di Weimar in Germania, al quale aderirono importanti figure, come Ernst Jünger, Gottfried Benn, Carl Schmidt, Martin Heidegger e per un certo periodo pure Thomas Mann. In Italia, fu il filosofo e occultista Julius Evola a rendere popolare l’espressione. Il movimento nasce da un senso di rifiuto del regime politico liberal-democratico e borghese creatosi in Germania in seguito alla sconfitta nella Grande Guerra ed alla caduta del kaiserismo. In esso si esprimono una critica sferzante al parlamentarismo e alla democrazia, definiti “la tirannia del denaro”, nonché la nostalgia per i valori tradizionali della vecchia Germania. In esso si possono ravvisare tre tendenze:

  1. prussianesimo: esso prendeva a modello la Germania guglielmina e la Prussia federiciana che ne era alle origini
  2. pangermanismo: il modello era visto nel medievale Sacro Romano Impero della nazione germanica;
  3. völkisch: nel ricercare la purezza della civiltà tedesca, ci si spingeva fino alle originarie popolazioni germaniche, alle loro saghe e mitologie.

Julius Evola fu l’esponente di quest’idea di rivoluzione conservatrice in Italia. Intellettuale discusso, vicino al fascismo (il suo primo articolo esce su Critica Fascista) è poco notato dal Regime fino a metà degli Anni Trenta e l’avvicinamento di Mussolini a Hitler. Sostenitore del “razzismo spirituale”, scrive nel suo volume: “La civiltà occidentale e l’intelligenza ebraica:

“Sia razzialmente, sia in fatto di ideali, esiste una grande opposizione fra l’uomo ariano e tradizionale europeo e il giudeo. Fin dalle origini il giudeo ci è apparso come un essere diviso in se stesso. A differenza dell’ariano egli fu sempre incapace di concepire e di realizzare un’armonia fra spirito e corpo. Il corpo significò per lui la carne, cioè una crassa e peccaminosa materialità, da cui deve redimersi per raggiungere lo spirito che per lui sta in una sfera astratta, fuori della vita. Ma nel giudeo questo impulso alla liberazione fallisce ed allora le prospettive si invertono: colui che era tormentato dal pungolo della redenzione si precipita disperatamente nella materia, si abbandona ad una brama illimitata per la materia, per la potenza materiale e per il piacere. Voi così vedete un uomo che si sente schiavo della carne e per questo vuol vedere intorno a sé solo degli schiavi come lui. Perciò egli gode dovunque egli scopra l’illusorietà dei valori superiori, dovunque torbidi retroscena si palesino dietro la facciata della spiritualità, della sacralità, della giustizia e dell’innocenza.»

Ripreso come eroe ribelle da tipi come Steve Bannon (altro sostenitore della rivoluzione conservatrice), ha un solo neo per Giorgia Meloni: è profondamente anti-cristiano e partecipava a Roma ai circoli esoterici per fare rinascere con riti occulti la religione pagana.

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