La rivolta ideale

di Gian Ruggero Manzoni

LA RIVOLTA IDEALE (uscito nel 1908) fu l’ultima opera scritta in vita dal poeta romagnolo (“in bicicletta”, com’era definito) ALFREDO ORIANI (Faenza, 1852 – Casola Valsenio, 1909). Di stampo marcatamente nietzschiano, auspica l’avvento sulla scena politica nazionale di una personalità carismatica, capace di risollevare i destini della Patria; al contempo afferma la necessità di creare uno Stato capace di esercitare un controllo stringente sulla vita dei propri cittadini. L’importanza dell’opera di Oriani va ricercata nell’influenza che essa esercitò sugli ambienti intellettuali nel periodo della Prima Guerra Mondiale. In particolare ottenne il consenso entusiastico del gruppo legato al giornale “La Voce” (Papini, Prezzolini, etc.); lo stesso liberale Piero Gobetti ne venne colpito. Il socialista massimalista poi comunista Gramsci scrisse a proposito del libro, definendolo: «L’unico tentativo serio di nazionalizzare le masse popolari, cioè di creare un movimento con radici italiane ed esigenze italiane». L’opera, ed in generale la figura stessa di Oriani, comunque diventarono un punto di riferimento culturale soprattutto degli intellettuali fascisti, tra i quali è possibile annoverare Berto Ricci e Romano Bilenchi. Gli altri romagnoli, Bombacci, prima socialista massimalista poi comunista, e l’ex socialista massimalista Mussolini, consideravano Oriani come un profeta della Patria, come un esaltatore delle energie italiane.

Ogni tanto, amiche e amici, da buon romagnolo al 100% mi piace ricordarlo … e con questo: buondì a voi tutti !!!

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