La ricerca storica intorno all’Umbria contemporanea

di Paolo Pezzino

L’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” con i suoi organi dirigenti e la rete tutta degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea seguono con grande preoccupazione le notizie che provengono da Perugia in merito alla sorte dell’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea. Il mancato rinnovo con il 31 dicembre dei contratti di collaborazione dei cinque collaboratori precari dell’Isuc, dopo un lungo periodo di commissariamento dell’istituto che avrebbe dovuto risolvere definitivamente il problema della stabilizzazione di questi ricercatori, comporta infatti la chiusura dell’Istituto e la cessazione delle sue attività.
L’Istituto nazionale ricorda che da quasi cinquant’anni l’Isuc è un indispensabile punto di riferimento per la raccolta di documentazione e la ricerca storica sull’Umbria contemporanea, oltre a rappresenta uno snodo importante della rete degli Istituti storici della Resistenza, una rete interconnessa nella quale la chiusura dell’Isuc lascerebbe un vuoto incolmabile.
L’Istituto nazionale auspica quindi che la Giunta regionale dell’Umbria, d’intesa, con l’assemblea regionale, trovi gli opportuni rimedi legislativi per sanare una situazione insostenibile, che con la chiusura dell’Isuc arrecherebbe un grave danno non solo alla comunità civica regionale, ma al patrimonio culturale nazionale.
Milano, 28 dicembre 2021
Il presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri- rete degli Istituti storici della resistenza e dell’età contemporanea

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