La mossa di Zelensky

di Federico Smidile

Il garbato ma fermo no del Presidente ucraino al presunto piano di pace vaticano ha indignato molto i pacifisti che accusano Zelensky di essere “guerrafondaio”. Ora, a parte il dettaglio che l’invasore resta Putin, capisco che si provi orrore per la guerra ma forse ricordare un po’ di storia servirebbe.
Questa guerra, causata dai russi, unisce la tecnica moderna a molte circostanze antiche. La pervasività della propaganda è accentuata dai mezzi di comunicazione, le armi sono sempre più distruttive ma la situazione sul campo ricorda guerre di àncien regime. I russi attaccano come durante la guerra dei 7 anni: masse di uomini lanciate in profondità contando sul numero più che sulla organizzazione. Che invece, alla Federico II, è l’arma ucraina, nettamente inferiore ai russi per mezzi e uomini; ma gli ucraini sono più motivati e organizzati, dovendo non sprecare eccessivamente le loro risorse. In più, è noto, gli ucraini stanno organizzando una controffensiva di primavera per ricacciare più indietro possibile i russi.
E solo dopo questa controffensiva si potrà anche solo vagamente pensare ad una tregua in attesa di altra guerra. Non sembra vi sia possibilità di una pace ma solo di una tregua, magari perenne sul modello coreano del 1953. Ma per questo è necessario un logoramento dei combattenti, in particolare dei russi, che non si ottiene a parole ma, purtroppo, nello scontro. Appunto come nell’ancien régime quando la pace veniva decisa dopo scontri violenti che alla fine lasciavano tutti prostrati.

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