La linea di contorno

di Roberto Cafarotti

“La linea di contorno deve girare su sé stessa e finire in modo da lasciare immaginare altri piani e altre linee al di là, quasi che, in certo modo, volesse mostrare quelle parti che necessariamente occulta”. (Plinio il vecchio- Storia delle arti antiche, XXXV, 67-68).
La pittura trova il suo primo ostacolo nel fatto che deve rappresentare su due dimensioni uno spazio che in realtà ne ha una terza, ovvero la profondità.
Leonardo rilevò che il primo compito di un pittore è fare si che su una superficie piana si mostri un corpo in rilievo.
Questo limite fu visto da qualcuno come un’opportunità, come si dice spesso di fronte ad un ostacolo. Il filosofo Hegel, infatti, sostenne che se un pittore ottiene una figura apparentemente tridimensionale su una tela, significa che ha compiuto una vera e propria trasformazione spirituale, in greco una Metamorphosis dell’oggetto, mentre noi intendiamo ciò semplicemente un’illusione ottica. Ma di fronte a certi capolavori ritenete veramente che sia solo un’illusione, o forse ha ragione Hegel?
(Roberto Cafarotti)

Leonardo da Vinci (1452-1519)
Annunciazione, 1473 ca. olio e tempera su tavola, 98×217, Galleria degli Uffizi, Firenze.

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