La lezione di Scalfaro

di Enrico Borghi

Quando avevo l’età in cui il deputato Bignami si vestiva da nazista, frequentavo la Democrazia Cristiana novarese.
Lui aveva come riferimento la svastica, io lo scudo crociato. Ognuno ha i suoi riferimenti.
In quel periodo, bazzicavo l’ala più a sinistra dell’area Zac novarese, quella organizzata dall’ex presidente della provincia Franco Fornara.
Quando arrivò il congresso provinciale della DC di Stresa del febbraio 1990, Scalfaro prese la parola e alcuni di noi giovinastri lo contestammo.
Eravamo contrari al CAF, all’accordo di potere che attorno ad esso si era sviluppato anche nei nostri territori, e non ci piaceva che Scalfaro sermoneggiasse. Lo vedevamo come l’esponente più conservatore, e nello scandalo del Congresso ci fu una mini-contestazione che naturalmente finì lì.
Poi, però, Franco volle promuovere un incontro pacificatore e di chiarimento tra questi giovani e l’autorevole esponente politico, che aveva appena finito di essere ministro dell’interno. E così ci ritrovammo un sabato pomeriggio, a Pettenasco.
Scalfaro arrivò molto affabile. Ricordava tutto, di quel frangente congressuale. Ma non ne fece in alcun modo riferimento.
E ci raccontò, con una retorica davvero impagabile, l’esperienza di quando Alcide De Gasperi -ministro degli esteri del governo Parri- si recò da un avversario politico aspro, Pietro Nenni, per comunicargli la notizia della morte di sua figlia Vittoria, stroncata dal tifo nel campo da concentramento di Auschwitz. “Vengo da te” fu la frase che De Gasperi pronunciò al telefono a Nenni. Poi, nel racconto di Scalfaro, lo statista trentino andò nella redazione dell’Avanti, entrò nella redazione dove c’era Nenni, che quando lo vide capì tutto. I due, senza dire una parola, si abbracciarono e piansero ininterrottamente a lungo.
Fu la pedagogia con la quale Scalfaro ci spiegò che in politica i valori umani vengono prima, e superano ogni steccato ideologico, ogni barriera di partito, ogni fazione. “I valori umani, e la dignità della persona. Di ogni persona”: risento ancora la voce di Scalfaro, con la sua inclinazione e la sua “r” particolare.
Per noi fu una lezione. Che ci fece capire come la dignità della persona è un principio etico e costituzionale per cui ogni essere umano ha un valore proprio e assoluto. E che la politica vera, e alta, è quella che antepone i valori umani alle dimensioni misere delle polemicucce di cortile.
Ho ripensato a quel momento, e anche con qualche stilla di nostalgia a quei partiti che promuovevano un incontro di chiarimento e di formazione tra leader e giovani anzichè abbandonarli al ribellismo o al conformismo, quando ho sentito le falsità con le quali l’onorevole Galeazzo Bignami ha chiamato in causa Oscar Luigi Scalfaro.
Scalfaro non ha certo bisogno delle mie parole in sua difesa. Per lui parla una storia e una vita di coerenza.
Però mi ritengo fortunato ad averlo frequentato, nell’età in cui altri scimmiottavano le SS.
Come diceva Sciascia, a ciascuno il suo.

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