La lezione di Sangiuliano

di Pasquale Palmieri

Non abbiamo aule. Non abbiamo spazi condivisi. Non abbiamo mense. Non abbiamo servizi igienici, salviette, sapone. Non abbiamo alloggi per il corpo studentesco. Le borse di studio sono insufficienti ed erogate con anni di ritardo. I mezzi pubblici sono inadeguati. Il diritto allo studio è calpestato con impeccabile regolarità.

In compenso, alla Federico II di Napoli potremo ascoltare lunedì mattina (22 maggio) una straordinaria “Lectio magistralis” del ministro Gerardo Sangiuliano, con i saluti del rettore e l’introduzione del direttore del dipartimento di Giurisprudenza.

È proprio quello di cui avevamo bisogno: una sontuosa passerella per un esponente del governo.

L’ennesimo schiaffo a chi si impegna ogni giorno per costruire la dignità e il decoro di un’istituzione.

Solo pochi docenti hanno manifestato apertamente il loro dissenso verso questo inutile tappeto rosso steso in onore dell’esecutivo. Fra questi c’è Gianluca Imbriani, che insegna Fisica: “Il punto è che un ministro quando viene all’Università partecipa a un dibattito o si mette in ascolto delle esigenze dell’Ateneo. Non dà lezioni”.
[fonte: Il Manifesto, 21 maggio 2023]

Meglio ricordarlo, ancora una volta: chi tace è complice.

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Una risposta

  1. Pier Paolo Meneghini ha detto:

    Infatti tutto questo disastro si è prodotto dopo soli sette mesi di governo, prima la polvere dell’inefficienza, della mancanza di progettualità e di risorse nella Scuola era coperta sotto un leggiadro tappeto. Ciò detto Gennaro, non Gerardo, Sangiuliano non è neppure il ministro all’Istruzione, ma alla Cultura, e leggo la sua lectio come una manifestazione non della politica, ma di entusiastica napoletanità.
    Comunque l’Istruzione, tornando a questa, non è di parte ma di Tutti e così mi auguro che nell’arco di una legislatura molta polvere accumulatasi possa dissolversi.
    Le mie Cordialità
    PPM

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