La famiglia Torlonia

di Filippo Neri

Nel 1797 Giovanni Torlonia aveva acquistato dai Colonna la tenuta di via Nomentana, dove venne realizzata la villa su progetto del Valadier. Nel 1807 comperò dai Cenci Bolognetti il palazzo di piazza Venezia. Nel 1809 acquistò le vaste tenute tra Appia Antica e Appia Nuova, con la villa dei Quintili, Roma Vecchia e la Caffarella, nel 1820 acquistò l’antico palazzo Giraud, nella futura via della Conciliazione. Nel 1821 il figlio Marino (1795-1865) sposò Annamaria Sforza Cesarini, acquisendo tante proprietà della famiglia, tra cui i feudi di Poli e Guadagnolo, la villa di Frascati e il Castello di Torrechiara ( Parma). Marino acquistò dagli Odescalchi anche il castello e il feudo di Bracciano, nominandosi duca di Bracciano. Ma c’era la clausola che entro 50 anni gli Odescalchi potevano riacquistarlo, e così fecero. Gli Sforza Cesarini sostennero una lunga causa vincente, per non cedere anche Genzano e Ardea. Nel 1823 l’altra figlia di Giovanni, Maria Luisa, sposò Domenico Orsini, che portò prestigio ma pochi soldi. Anche tutta la zona di Fiumicino divenne dei Torlonia. Nel 1829 Giovanni morì, dopo aver fatto completare dal Valadier la facciata della basilica dei Santi Apostoli. Nel 1833, l’altro figlio, Alessandro (1800-1886), acquistò anche il Borgo di Ceri e nel 1840 sposò Teresa Colonna, figlia del principe Aspreno, ormai i Torlonia erano diventati un monopolio. Ma, dato che l’appetito vien mangiando, dal 1855, Alessandro Torlonia si lanciò nell’impresa faraonica del prosciugamento dei 16.000 ettari del lago del Fucino, che durò per 24 anni, con 4000 operai. Abitò quindi per lo più ad Avezzano, ma nel 1867 acquistò anche la meravigliosa villa del cardinale Albani, a via Salaria. Nei primi mesi del 1870 Alessandro Torlonia, che aveva 70 anni e solamente una figlia, Annamaria, di 15 anni, era molto preoccupato sul futuro del suo immenso patrimonio. Chiese dunque consiglio a Pio IX, che gli suggerì di proporre ad Annamaria il matrimonio con Giulio Borghese, ventitreenne figlio cadetto del principe Marcantonio, a condizione che lui cambiasse il cognome, da Borghese in Torlonia. La difficile operazione si concluse nel 1875 con l’appoggio del re Vittorio Emanuele, e la dinastia del principe del Fucino è così proseguita.

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