La casa di José Saramago

di Nico Ivaldi 

Prego, accomodatevi. Benvenuti nella casa in cui José Saramago visse gli ultimi diciotto anni della sua esistenza.
Si autoesiliò qui, lui portoghese, dopo che in patria era stato criticato e censurato per avere scritto “Il vangelo secondo Gesù Cristo”, in cui Gesù veniva rappresentato come uomo e non come divinità.
Tutto è rimasto al 2010, quando una mattina Saramago dopo colazione si appisolò per non risvegliarsi mai più. Aveva 88 anni.
Sul comodino ci sono ancora i suoi occhiali e il libro che stava leggendo. E poi la scrivania con gli ultimi appunti. La sedia sulla quale riposava in giardino osservando in lontananza il mare.
I quadri, gli oggetti di vita quotidiana e i suoi libri, che fino a pochi anni prima di morire il Nobel per la Letteratura conservava in un locale sotto la sua abitazione! Ora sono stati tutti ordinati e catalogati per iniziativa della seconda moglie Pilar.
“Quaderni di Lanzarote” racconta il suo amore per una terra che non era la sua ma era anche la sua.
Saramago resta e sarà ricordato per le sue opere; chi non l’ha compreso o, peggio, osteggiato, non ha capito nulla di lui e del suo messaggio di pace e fratellanza.

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