La candidatura di B.

di Peter Freeman

Dice Letta (il nipote) che la candidatura di B. non va bene. E non perché sia irricevibile (l’unica ragione che mi sentirei di accogliere) ma perché, ha spiegato il Nipote agli stati maggiori del suo partito, la candidatura di B. rappresenterebbe una «rottura dello schema prodotto con la nascita del governo Draghi». Di rinforzo, il ministro Orlando (Andrea) ha ricordato che il suddetto schema è quello «dell’unità nazionale per l’emergenza».
A dirla in punto di diritto, non è chiaro come la maggioranza di un governo (che oggi c’è, domani chissà) debba essere lo schema vincolante per la scelta del capo dello Stato. Me lo spiegheranno, spero, i molti che da giorni disquisiscono di preamboli voti, papabili, come fossero seduti nel salottino di Vespa.
Sul piano politico, invece, constato che in quel partito la logica più gettonata è ancora quella dell’emergenza fin dagli anni Settanta.
P.S. siccome mi sono rotto davvero, oggi non me ne andrò a votare la candidata del PD alle suppletive romane.

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