Isernia: una provincia per morire

di Franco Valente

CARO AGOSTINO ROCCO,
hai comunicato la morte prematura della Biblioteca Provinciale di Isernia.

Una morte annunciata per una Provincia nata per venirci a morire.
Doveva finire così.
Necessariamente. La biblioteca provinciale è nata con te ed è durata praticamente una generazione senza che diventasse storica perché Isernia, città dalla grande storia, non è mai diventata un capoluogo di Provincia.
Hai fatto uno sforzo sovrumano per tenerla al passo dei tempi ma le è mancato il sostegno di un grande politico che incarnasse quel sentimento ineludibile della identità popolare.
Una Prefettura inutile, che non è stata capace manco di costruirsi una sede, è la dimostrazione pratica della sua inesistenza nella storia.
C’è poco da fare. Le architetture non sono solo un accidente artistico.
Hanno un valore ideologico che non è solo una espressione formale.
Non c’è stato (che io sappia) un politico intellettualmente solido capace di sognare una Provincia che avesse il suo tempio della cultura architettonicamente identificabile.
Come aveva tentato di fare Ettore Rufo con il Palazzo della Provincia (a prescindere dalla sua banalità formale) e Mimmo Pellegrino con l’Homo Aeserniensis (dove lo Stato dei boiardi cerca di cancellarne la memoria).

Caro Agostino,
ricorda la profezia:”Isernia: una provincia per morire”, un saggio di Pasquale Passarelli pubblicato nel 1974 dalla “Libreria Scientifica Editrice” (su IBS usato a 7.20€).

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