Io non dimentico nessuna vittima
di Emanuele Fiano
Non sono riuscito a guardare fino in fondo le immagini del prigioniero israeliano inscheletrito che si scava la fossa in un tunnel costruito magari con soldi europei, da Hamas, a Gaza, perché potete immaginare cosa mi ricordano. Ho pianto senza sosta per molto tempo di fronte a mio figlio che mi guardava colpito.
Sono le immagini del cinismo Criminale e disumano del terrorismo di Hamas, della Jihad e degli altri loro compari, su su fino ai loro finanziatori iraniani. Quel ragazzo così bello nella sua vita prima, rapito per odio e per calcolo dai terroristi, viene ora utilizzato alla fine della sua forza come attore in un teatrino di morte, mescolando senza senso la sua fame, procurata volontariamente dai suoi aguzzini con quella della popolazione civile palestinese. Ostaggi ridotti allo stremo utilizzati come comunicazione di ricatto. Non dirò “lo facevano i nazisti” perché sono il primo a chiedere sempre di non confondere la storia.
Ma questo è Hamas, e tutto il terrorismo islamico. Non mi sembrano diversi dai tagliatori di teste dell’Isis.
Quanto poi ai commenti che arriveranno e che diranno, ma perché non parli dei bambini palestinesi che muoiono di fame, teneteveli per voi, ne ho parlato e ne parlerò sempre; in questo tempo disastrato, c’è modo di parlare di tutte le vittime del conflitto e c’è bisogno di parlarne. Mi permetto di dire che degli ostaggi israeliani si parla poco o niente, ma io non dimentico nessuna vittima.