Invidia e gratitudine

di Salvatore Bottari

INVIDIA E GRATITUDINE


Il fenomeno per cui chi dovrebbe nutrire riconoscenza arriva invece a provare invidia, o addirittura rancore, rappresenta un paradosso ampiamente analizzato dalla psicologia. Tale atteggiamento trova origine in alcuni meccanismi profondi che caratterizzano il comportamento umano.

Percezione di inferiorità. Ricevere un aiuto o trarre beneficio dai risultati conseguiti da un’altra persona può generare la sensazione di uno squilibrio nella relazione. Chi riceve tende talvolta a percepirsi in una posizione di dipendenza o di minore valore, sperimentando un senso di disagio.

Senso di colpa inconsapevole. L’impossibilità di ricambiare ciò che si è ricevuto può alimentare un sentimento di inadeguatezza. Per preservare la propria autostima, l’individuo può inconsciamente svalutare chi lo ha aiutato oppure trasformare il senso di debito in ostilità.

Proiezione dell’invidia. Riconoscere di aver avuto bisogno dell’intervento altrui richiede una notevole capacità di accettare i propri limiti. Per questo motivo può risultare più semplice sviluppare sentimenti di invidia o di risentimento nei confronti del benefattore, evitando così il confronto con le proprie fragilità.

Come osserva lo psicoanalista Massimo Recalcati, l’invidia può spingere il soggetto a desiderare di “distruggere l’oggetto che lo soddisfa”, poiché esso rappresenta un richiamo costante al fatto che ciò di cui dispone, o ciò che ha ottenuto, è reso possibile dal talento, dalle capacità o dalla generosità di un’altra persona.

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