Informazioni da archivi tedeschi

di Gianluca Falanga

«Dopo la prima condanna inflitta [25 gennaio 1980] agli autonomi e al giordano pervenne da Giovannone l’informazione secondo cui l’FPLP aveva preso contatti con il terrorista Carlos. Ciò avvallò la minaccia prospettata da Habbash.»
(Dal verbale di interrogatorio del tenente colonnello Silvio Di Napoli in data 8.10.1986, all’epoca dei fatti vicedirettore della Seconda Divisione SISMI, nella primavera del 1980 addetto alla ricezione dei messaggi in cifra provenienti dal centro SISMI di Beirut)

Il carteggio a cui fece riferimento Di Napoli nel suo interrogatorio non è mai stato trovato né mai reso disponibile. Esiste? Comunque sia, quel fatto – l’incontro di un alto esponente del FPLP con Carlos – una traccia l’ha lasciata. A Berlino, fra le migliaia di pagine delle intercettazioni del terrorista nella sua suite presso l’Hotel Stadt Berlin, sulla Alexanderplatz. E in un’informativa della Stasi, redatta per la direzione dell’Antiterrorismo (XXII Divisione) nei faldoni dell’Operazione SEPARAT. Nei giorni scorsi, leggendo del valore risolutivo o meno delle carte desecretate di Giovannone (e di quelle non ancora desecretate e di quelle che forse non vedremo mai perché non esistono più), mi sono tornati alla mente questi documenti e mi sono messo a farne una traduzione (alla buona, portate pazienza se trovate qualche refuso). Magari possono interessare.

Intercettazione ambientale del 28.3.1980 (*)
Trascrizione inoltrata alla XXII Divisione, compagno Borostowski in data 7.4.1980
Misura di ascolto presso Hotel “Stadt Berlin”, stanza 3502: Salibi, Jean (Steve) [= Johannes Weinrich]

Alle 10.15 circa è entrato nella stanza un uomo, atteso da Steve e Salem [=Carlos]. Steve saluta l’ospite chiamandolo Gerald, Salem si rivolge a lui con il nome di Mr. Rideknights. Gerald, che si trattiene nella stanza fino alle 12.00 circa, conversa solo con Salem, chiamandolo Carlos.

Gerald pronuncia il numero XXXX e Salem ne conferma la correttezza. Gerald dice ancora qualcosa riferendosi a un sabato. Salem sa che Gerald ci è stato. Salem dice che vuol parlare con Messina. Poi Salem si informa se … è oggi a Berlino. Gerald risponde di no. Gerald spiega che questa persona è partita stamattina per Beirut, via Burgas. Salem commenta che tutto passa per Burgas.

Commentando un’osservazione di Gerald, Salem gli ricorda che tutto gira intorno a una questione, sopravvivere e continuare a sviluppare la linea rivoluzionaria. Ci sono amici, spiega, ma anche un gran numero di nemici.

Gerald menziona poi, parlando della situazione in Europa, il gruppo di Halid e comunica che non ci sono problemi. Contestualmente a questo, fa i nomi di Abu Duma e Abu Nadia. Le esternazioni di Gerald trovano Salem d’accordo. Gerald conclude che allora il gruppo è operativo. Su questo punto Salem interviene invece a ridimensionare la cosa, dicendo che il gruppo sta provando a lavorare. Fa notare infatti che alcune operazioni non hanno avuto successo.

Entrambi gli interlocutori passano quindi a discorrere di singole persone. Salem parla di un Abu Brahim, siriano. XXXX sostiene che sia uno stupido. Riguardo a XXXX, Salem dice che ha un problema, ma che è un eroe. XXXXXXXX, invece, viene indicato da Salem come un iracheno, che vive anche in Iraq. Salem parla poi ancora degli iracheni e menziona più volte XXXX. A tal proposito, Salem racconta che “questi” odiano Habbash, ma che esistono differenze anche fra di “loro”.

Quindi Gerald racconta brevemente delle attività del suo (proprio) gruppo. Salem interviene dicendo che a suo parere le soluzioni politiche si sono dimostrare deboli. Gerald prosegue informando Salem che si è deciso che qualcuno vada nella Repubblica federale tedesca.

Venendo alle attività clandestine all’estero, Gerald afferma che nessun potere politico consentirà di … se non sotto il controllo dei servizi di sicurezza. Gerald espone che in fondo si è considerati agenti iracheni indipendentemente dal fatto che questa caratterizzazione venga da Fatah, dalla Germania Ovest o altrove. Rivolto a Salem, Gerald afferma che verrà il giorno in cui questa persona sarà impiccata. Gli ricorda che opera in nome della rivoluzione palestinese in modo distruttivo. Gerald viene poi a parlare anche dei rischi che comporta il loro lavoro. Concludendo, Gerald fa presente di essere abbastanza influente da garantire a Salem di poter vivere ancora in buone condizioni.

Gerald passa poi a parlare di due gruppi. Mentre uno lo caratterizza come una compagine amica, si esprime a riguardo dell’altra dicendo che questa si compone si elementi piccolo borghesi. Quindi Gerald viene alle differenze interne al loro movimento. Dice a Salem che non deve trattare qualcuno come un cane.

Salem racconta poi qualcosa e aggiunge di essere disposto a dare a Gerald tutto ciò di cui ha bisogno e che è in grado di dargli. Salem assicura che ciò che appartiene a loro appartiene a tutti i compagni. Salem è pronto alla collaborazione con Gerald.

Quindi i due interlocutori vengono a parlare della consegna di armi. Gerald vuole sapere di quali armi abbia bisogno Salem. Salem risponde che vorrebbe avere armi speciali. Parla di pistole e mitra e di silenziatori. Gerald gli comunica che saranno consegnate a Abu Hakkam pistole 9 mm. Alla domanda di Salem, se si tratta di pistole del tipo “Makarov”, Gerald risponde che sono modelli occidentali, nuovissime, piccole ed efficaci. Gerald chiede se Salem ha bisogno di un qualche addestramento. Salem risponde di sì, ha bisogno di addestramento per … Salem chiede se è possibile. Gerald risponde affermativamente. Si parla poi del fatto che Salem dovrà eventualmente venire a Beirut (se per addestramento, non è chiaro).

Gerald parla quindi della guerra civile in Libano e dice che è una questione di vita o di morte. Gerald parla poi di Abu Nissal. Comunica a Salem che lo conosce personalmente. Gerald dice che si parla molto di Abu Nissal.

Infine, vengono entrambi a parlare del significato del lavoro politico. Gerald menziona un Abu Hali. Di questo dice che non ha mai creduto alle masse popolari e al senso della formazione politica. Quando entrarono in clandestinità, cominciò però a sviluppare una propria linea politica. Gerald racconta che a Bagdad non si fa lavoro politico orientato al raggiungimento degli obiettivi, da contro a Beirut si studiano i giornali ogni mattina e si ascoltano le notizie. Così si sviluppa una strategia di influenza politica. Gerald fa presente che il loro compito principale consiste nel difendere la rivoluzione con tutti i mezzi. Anche Salem conosce Abu Hali. Lo chiama un nazionalista arabo, un antimarxista e anticomunista. Salem riporta che Abu Hali voleva organizzare un nuovo movimento nazionalista arabo. Salem informa che Abu Hali era attivo nella sezione per le operazioni all’estero (foreign operations department) e aveva raccolto attorno a sé un team di gangster. Salem aggiunge che Abu Hali non ha creduto al BFFB (trascrizione fonetica, incomprensibile).

Alla fine Gerald comunica a Salem di volerlo incontrare ancora quando sarà a … (forse Berna o Bonn). Quindi si salutano.

Firmato: operatore Ullmann.

(*) Bundesarchiv/BStU, MfS HA XXII 19671, ff. 207-209

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Operazione SEPARAT (*)
Ministero per la Sicurezza di Stato della DDR/ XXII Divisione
Berlino, 25.4.1980

Informativa circa incontro dirigenti del “Gruppo Carlos” con la persona RIDEKNIGHT, Gerald

Il giorno 28 marzo 1980 ha avuto luogo presso l’Interhotel Stadt Berlin un incontro dei membri dirigenti del “Gruppo Carlos” RAMIREZ-SANCHEZ, Ilich (31) detto: “Carlos” e WEINRICH, Johannes (32) detto: “Steve” con una persona chiamata da “Carlos” Gerald RIDEKNIGHT.

Dalle mirate verifiche operative effettuate la persona è risultata evidentemente identificabile in Muhammad THAYSIR KUBA, nato il 20.8.1938. THAYSIR KUBA è rappresentante del FPLP nel Comitato esecutivo dell’OLP. Si tratterebbe del portavoce per la politica estera del capo del FPLP George HABBASH e il responsabile per le operazioni internazionali dell’organizzazione.

“Carlos” e THAYSIR KUBA si conoscono da tempo. La loro conoscenza è dovuta alla comune militanza politica nel mondo arabo e alla comune attività nel movimento di liberazione palestinese.
Nel colloquio fra i due sono stati trattati i seguenti temi:

Situazione nel mondo arabo

  • Entrambi gli interlocutori concordano sul fatto che fra i paesi arabi regni la discordia e che le soluzioni politiche si sono rivelate troppo deboli.
  • In merito alla guerra civile in Libano si è convenuto sul parere che per i palestinesi ci sia una sola alternativa: vivere o morire.
  • Per quanto concerne il lavoro politico, THAYSIR KUBA ha espresso l’opinione che in Iraq non ci sia una linea politica adeguata agli obiettivi. Diversa la situazione in Libano, dove attraverso la formazione politica e lo studio delle fonti di stampa è sempre possibile sviluppare un’influenza politica. Solo così si può difendere la rivoluzione araba.

Gruppi e organizzazioni terroristiche

Dalle conversazioni di THAYSIR KUBA con “Carlos” si evince che entrambi dispongono di approfondite conoscenze circa le organizzazioni terroristiche inserite nel movimento di liberazione palestinese.
Sono state menzionate le seguenti compagini:

  • “Organizzazione araba del 15 Maggio”
    THAYSIR KUBA si è detto convinto che questo gruppo è diventato un’organizzazione efficiente e che presto sarà anche operativa. “Carlos” è però intervenuto a ridimensionare questa valutazione, dicendo che l’organizzazione proverà a lavorare. “Carlos” fa riferimento al fallito attentato al Royal Mount Hotel di Londra, la realizzazione del quale “Carlos” attribuisce all’organizzazione. Nel colloquio entrambi hanno confermato che le persone ABU IBRAHIM (chiamato nel colloquio ABU BRAHIM) e SAMI H. SALIM, nato nel 1945 (chiamato nel colloquio SANI) e SHATUB, Adnan, nato il 16.8. 1932 a Bagdad, nazionalità irachena, alias: ABU NADIA (chiamato nel colloquio ABU NADIA) sono tutti membri di questa organizzazione.

Non è stato possibile identificare le altre persone nominate: ABU DUMA, ASRAD e ANA-BUNAD.
In questo contesto si è parlato anche della condotta politica dell’“Organizzazione araba del 15 Maggio”. In merito, “Carlos” ha sostenuto che questa compagine ha posizioni diverse da quelle del capo del FPLP George HABBASH. Questo fatto trova conferma nelle informazioni pervenuteci da altre fonti circa conflitti fra HABBASH e i capi dell’“Organizzazione del 15 Maggio”.

  • Gruppo di HALID
    Di questo gruppo si parla nel contesto del fronte europeo. Evidentemente trattasi di una compagine che effettua operazioni sia nello spazio arabo che europeo. Non si dispone al momento di informazioni più precise. Sia “Carlos” che KUBA appaiono però essere bene informati delle attività del gruppo.
  • Gruppo di ABU NIDAL
    Tratta si della formazione terroristica di ABU NIDAL denominata “AL-FATAH-RC” (anche vera “FATAH”) di base in Iraq. Una delle sue ultime operazioni è stato l’assassinio del direttore della Biblioteca araba a Parigi nel gennaio 1980.La formazione ha orientamento filo-iracheno. Si è accertato che fra THAYSIR KUBA e ABU NIDAL esistono contatti personali. ABU NIDAL – chiamato durante il colloquio ABU NISSAL – è il capo di questa formazione. Fino intorno al 1974 ha militato nell’ala sinistra di “FATAH” e ha partecipato alla cosiddetta “rivolta della sinistra di FATAH”, dopo il fallimento della quale ha cercato protezione in Iraq. Il suo gruppo, secondo quanto riportato dalle nostre fonti confidenziali, è infiltrato dal servizio segreto iracheno.

Accordi raggiunti

  • “Carlos” ha comunicato a THAYSIR KUBA di essere pronto a sostenere il FPLP in qualsiasi momento nel limite delle sue possibilità.
  • THAYSIR KUBA ha offerto a “Carlos” opportunità di operare nel mondo arabo. Ha promesso a “Carlos” che si impegnerà affinché “Carlos” possa vivere e lavorare in buone condizioni e senza difficoltà nello spazio dei paesi arabi. Questa promessa di aiuto include anche l’aspetto della sicurezza personale di “Carlos” nello spazio arabo.
  • THAYSIR KUBA si è detto inoltre pronto a rifornire di armi il Gruppo “Carlos”, nella fattispecie con nuove pistole 9 mmm di produzione occidentale. Queste armi saranno consegnate al dirigente del Gruppo “Carlos” responsabile per le operazioni sul fronte arabo ABUL HAKAM (37). A tal proposito THYSIR KUBA ha anche promesso che si curerà di organizzare l’addestramento di “Carlos” e altri membri del suo gruppo in Libano.
  • “Carlos” e THAYSIR KUBA hanno fissato ulteriori incontri, luogo e data dei quali non ci sono però ancora noti.

(*) Bundesarchiv/BStU, MfS AOP 17463/91, vol. 1/A, ff. 191-196.

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