Indignazione
di Michele Campopiano
Sono veramente sconvolto dalle continue campagne denigratorie portate avanti da tanti giornali e programmi televisivi contro i milioni di italiane e italiani che hanno manifestato (con grande eco internazionale) contro il massacro di migliaia di palestinesi. Una delle cose che maggiormente mi infastidisce è l’espressione “ProPal”: si tratta di un ennesimo tentativo di far apparire la reazione diffusa di milioni di persone di fronte alla deliberata lacerazione del diritto internazionale e della comune decenza come se si trattasse della lotta di una piccola fazione. Non è la prima volta che vediamo esercitarsi una simile strategia denigratoria. L’idea è appunto quella di far apparire chi reagisce e si indigna come una piccola minoranza “strana”, possibilmente facinorosa, mentre in realtà sono milioni le italiane e gli italiani che stanno reagendo alla distruzione di una popolazione inerme, e hanno fatto di questa reazione un simbolo della lotta contro le violenze e gli abusi che sono ormai considerati un fatto “accettato” nella politica internazionale. Si tratta di una vecchia strategia: già negli anni Ottanta i giornali conservatori britannici cercavano di etichettare l’opposizione all’obbrobrioso governo di Margaret Thatcher come un fenomeno della “Looney Left”, la “sinistra fuori di testa”. Non caschiamo in queste manipolazioni, e non perdiamo la capacità di indignarci e reagire contro la violenza e l’oppressione ovunque si manifestino.