Ilaria del Carretto nella scultura funebre a Lucca

di Patrizia Benelli

Figlia del marchese di Savona, Ilaria del Carretto incontra il suo promesso sposo, Paolo Guinigi, nel 1403 a Lucca in una fredda giornata di febbraio. Ha ventiquattro anni ed è bellissima. Lui di anni ne ha trenta, da poco è rimasto vedovo per la seconda volta e sta cercando una nuova sposa per avere degli eredi a cui lasciare le sue cospicue ricchezze. Il giorno dopo l’incontro vengono celebrate le nozze sfarzose nella chiesa di San Romano. Ad allietare la coppia è la nascita del tanto atteso figlio maschio, Ladislao, e dopo nemmeno un anno una bambina a cui viene dato il nome della madre, ma quest’ultimo parto insieme alla vita porta anche la morte perchè Ilaria non sopravvive e si spegne tra atroci sofferenze la sera dell’8 dicembre 1405. Ha soltanto 26 anni. Paolo è straziato dal dolore ma tutta Lucca piange la sua signora. Per perpetrarne la memoria viene commissionato ad un giovane artista, Jacopo della Quercia, un monumento funebre in marmo da porsi nella Cattedrale di San Martino affinchè tutti possano guardarlo e rendere omaggio alla bellezza e alle virtù della giovane sposa.
Ilaria giace distesa su di un basamento decorato da putti e festoni di ispirazione classica, la testa poggia su un cuscino ed è incorniciata da un copricapo di stoffa imbottita decorato con elementi vegetali e floreali. Il volto è bellissimo e il marmo è stato levigato in modo tale da dare quasi un effetto madreperlaceo. Gli occhi sono chiusi e pare che dorma serenamente. Ilaria indossa la “pellanda”, un abito raffinato ed elegante dalla linea fluente e maestosa che aderisce al seno mediante una cintura e si allunga in uno strascico. Ai suoi piedi un cagnolino, simbolo di fedeltà, che veglia il suo sonno eterno.
Una leggenda racconta che un giorno un uomo entrò nella Cattedrale con una sega in mano intenzionato a staccare la testa marmorea di Ilaria e portarsela via per essere unico ammiratore della sua bellezza ma mentre si accingeva a quel gesto scellerato il cagnolino che veglia amorevolmente da secoli la sua padrona cominciò ad abbaiare furiosamente richiamando l’attenzione del sacrestano e di alcuni presenti e mettendo così in fuga l’uomo.
Ancora oggi la tomba di Ilaria è meta dei turisti che si recano a Lucca e di giovani innamorati che come vuole la tradizione chiedono alla bella signora di proteggere il loro amore. Essi però non sanno che il sarcofago non ha mai conservato i resti di Ilaria che fu invece sepolta nella chiesa di santa Lucia, sempre a Lucca e di recente ne è stato studiato lo scheletro. Dall’analisi scheletrica sappiamo che Ilaria era di corporatura piuttosto gracile, alta circa158 cm, e aveva subito una frattura alla clavicola destra, una lussazione alla testa del femore destro e soffriva di scoliosi.

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