Il Venerdì Santo nella Penisola Sorrentina

di Gennaro Galano

La Penisola Sorrentina, sin dai secoli passati, si è andata via via configurando come una sorta di area socialmente omogenea, dove abitudini, tradizioni e devozioni quasi si accavallano. Ne viene fuori, quindi, un’omogeneità culturale e cultuale davvero marcata. In questo senso, nell’attesa della Pasqua e in vista dei toccanti riti della Settimana Santa, si possono leggere in maniera comparata una serie di manifestazioni, tutte legate al medesimo evento: la Pasqua vissuta in processione. A Sorrento, sino al 31 marzo, nella meravigliosa Villa Fiorentino, sarà possibile visitare la mostra “Sacco, Cilicio e Scapolare: genesi di un movimento penitenziale”, curata con passione e competenza da Massimo Fiorentino e fortemente voluta dal Comune di Sorrento e dalla Fondazione Sorrento. Si tratta di un viaggio alla ri-scoperta delle processioni e delle devozioni confraternali non solo della Penisola Sorrentina, ma dell’intera Italia e di alcuni parti d’Europa (soprattutto la Spagna). A questa splendida mostra fa eco, a pochi chilometri di distanza, il cartellone di eventi “Resurrexit”, organizzato dal Comune di Sant’Agnello e dedicato, tra arte, fede e musica, ai toccanti riti della Settimana Santa. Infine, i francescani di Sorrento, tra le arcate tardomedievali del chiostro di San Francesco a Sorrento, ospiteranno, dal 18 marzo al 1 aprile, un percorso iconografico, fotografico e video dedicato ai riti pasquali. Insomma, una grande quantità di eventi che, da diverse angolature, esplorano i riti della Settimana Santa, essenzialmente legati alle confraternite della Penisola Sorrentina, ancora vivacemente attive. Per chi volesse approfondire questi temi, consiglio di cliccare, nel primo dei commenti, un link che rimanda al mio sito web (La Grotta di Giano). Si potrà leggere un articolo, ricco di particolari, dedicato alle processioni pasquali in Penisola Sorrentina, tradizioni locali che, in passato, Papa Paolo VI consigliava di difendere perché “costituiscono un prezioso patrimonio religioso e culturale ed offrono alla fede un radicamento sociale che ne facilita la permanenza e la trasmissione”.

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