Il terremoto del 1930 in Irpinia

di Claudio Petralli

23 Luglio 1930-A.VIII E.F.
TERREMOTO DELL’IRPINIA E DEL VULTURE (1.404 morti, 4.264 feriti)


IL DUCE, informato subito del gravissimo terremoto dell’Irpinia e del  Vulture, spedì sul posto il Ministro dei Lavori Pubblici Araldo Di Crollalanza, affidandogli l’intera opera di soccorso e di ricostruzione. Il Ministro Crollalanza, quale titolare delle funzioni di soccorso in caso di calamità, aveva a disposizione in sosta alla stazione di Roma, un Treno Speciale di Soccorso delle Ferrovie dello Stato (pronto alla mobilitazione in breve tempo, al traino di potentissime locomotive del Gruppo FS 691) composto da: carrozza comunicazioni radio, carrozza comando operativo, carrozza con personale medico, carrozze di materiale di pronto intervento (sanitario e tende), carrozza con apparecchiature per demolizioni, carrozze con personale dei Vigili del Fuoco, Carabinieri e quant’altro necessario per provvedere alle prime esigenze di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite da calamità naturali. E su quel treno in poche ore il Ministro fece trasferire gli uffici del Genio Civile con tutto il personale tecnico nella zona colpita, in direzione dell’epicentro della catastrofe. Per tutto il periodo della ricostruzione Araldo di Crollalanza non si allontanò mai, dormendo in una carrozza del Treno Speciale che si spostava da una stazione all’altra per seguire direttamente le opere di ricostruzione. Quel treno arrivava nelle località più sperdute. Fece pressione sul Governo per avere fondi adeguati, in quanto le case crollate erano moltissime e il 3 agosto 1930 riuscì ad ottenere uno stanziamento di 160 milioni di lire. I lavori iniziarono immediatamente. Dopo aver assicurato gli attendamenti e la prima assistenza, furono incaricate numerose imprese edili che prontamente giunsero sul posto con tutta l’attrezzatura. Furono approvati progetti standard, case ad un piano con tre o quattro locali. Le imprese di costruzioni vennero tenute sotto pressione dagli ingegneri governativi e Crollalanza, infaticabile a coordinare, muovendosi anche a dorso di mulo. Tre mesi intensi al termine dei quali furono realizzate quasi mille casette antisismiche, ne furono riparate oltre 5.000, in modo da riconsegnarle alle popolazioni prima dell’arrivo dell’inverno. Si pensò anche agli oltre mille orfani che furono mandati in vari convitti o affidati a famiglie del luogo per evitare lo sradicamento dal territorio. Il sussidio statale per la ricostruzione grazie a varie leggi, raggiunse l’85% del costo globale. A soli tre mesi dal sisma, il 28 Ottobre 1930-VIII, le case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e della Puglia. Il Duce ringraziò di Crollalanza così: «Lo Stato Italiano La ringrazia non per aver ricostruito in pochi mesi perché era Suo preciso dovere, ma La ringrazia per aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire». Altri tempi, ma soprattutto altre tempre… Tra l’altro, le palazzine edificate in questo periodo resistettero ad un altro devastante terremoto, che colpì la stessa area nel 1980.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *