Il tempo delle ciliegie

di Federico Smidile

Quando un libro di storia tocca anche corde emotive, restando un libro scientifico, fa di più di quanto ci si attenda da lui. Così accade alla fine del primo capitolo, quando si chiude la narrazione della tragedia della Comune di Parigi del maggio 1871 con la canzone LA CHANSON DES CERISES. Canzone che ha destino simile a BELLA CIAO nel senso che nasce prima dei fatti di cui diventa inno. È un canto dolce, triste, di amore e brevità della vita. Fu cantata dai Comunardi che morivano nella settimana di sangue quando Parigi fu distrutta. Qui una traduzione (non mia).
IL TEMPO DELLE CILIEGIE
Quando canteremo il tempo delle ciliegie
E l’allegro usignolo e il merlo scherzoso
Saranno tutti in festa
Le belle avranno la follia in testa
E gl’innamorati il sole nel cuore!
Quando canteremo il tempo delle ciliegie
Fischierà ancor meglio il merlo scherzoso!
Ma è ben breve, il tempo delle ciliegie,
Quando si va in due, a cogliere sognando
Degli orecchini pendenti …
Ciliegie d’amore in abito identico,
Che cadono sulla foglia come gocce di sangue…
Ma è ben breve, il tempo delle ciliegie,
Pendenti di corallo che cogliamo sognando!
Quando sarete al tempo delle ciliegie,
Se avrete paura delle pene d’amore,
Evitate le belle.
Io che non temo le pene crudeli,
Non vivrò affatto senza un giorno soffrire …
Ma è ben breve, il tempo delle ciliegie,
Anche voi avrete delle pene d’amore!
Amerò sempre il tempo delle ciliegie
È di quel tempo che conservo nel cuore
Una piaga aperta…
E anche se la signora Fortuna mi sarà offerta
Non potrà mai fermare il mio dolore…
Amerò sempre il tempo delle ciliegie
E il ricordo che conservo nel cuore!

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