Il sindacalista Luigi Colombo

di Stefania Pellegrini

Da giorni leggo di candidature di improbabili aspiranti politicanti che rivendicano lotte mai combattute e millantano curriculum artefatti per abbagliare ingenui e stolti.
Oggi, invece, ho avuto il privilegio di incontrare un uomo che ha fatto della lotta per la tutela dei diritti una ragione di vita.
Luigi Colombo, detto Gigi, sindacalista da quando negli anni ‘50, appena ventenne, venne chiamato come segretario della FIOM palermitana da Pio La Torre.
Mi ha raccontato gli anni di lotta ai cantieri navali di Palermo, dove gli operai lavoravano 24 su 24 senza alcuna tutela e sicurezza. “Ne moriva uno alla settimana. Lavoravano con la bottiglia accanto dove poter fare pipì”. “Pio ci diceva che dovevamo andare a cercare gli operai e dimostrare loro quanto venissero sfruttati”. “Lottavamo contro il precariato ed il subappalto. Lì si annidava la mafia”.
Non faccio altro che pensare a questo incontro.
Che grande lezione di vita.
Che amarezza vedere quanto abbiamo buttato.
I giovani dovrebbero spazzare via la generazione dei loro genitori, la mia, ed ascoltare questi grandi uomini e grandi donne che hanno fatto dell’Italia un paese democratico. Ci sarebbe più speranza nel futuro, mentre ora tutto sta andando alla deriva.
GraZie Gigi. Alla prossima.

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