Il significato delle piccole diocesi

di Monsignor Valentino Di Cerbo

L’accorpamento delle piccole diocesi italiane, voluto dal Santo Padre ha le sue ragioni importanti, dovute soprattutto a cambiamenti sociali e culturali, ma rappresenta una grande perdita per i territori e i vescovi stessi.
Pensando agli anni trascorsi a Piedimonte, alla guida di Alife-Caiazzo, spesso mi viene in mente che i vescovi miei successori, chiamati ad amministrare territori più grandi non proveranno la gioia di essere padre e pastore di una realtà, che ha il sapore di una grande Famiglia.
Mi viene in mente che gli saranno sconosciute le emozioni e la dolcezza di certi suoni di campana nella notte o di certe celebrazioni antelucane, la gioia di entrare nelle case come uno di famiglia o di fare l’ingresso in cattedrale o nelle parrocchie individuando i singoli volti e ricordando le storie personali della gente o di conoscere singolarmente i sacerdoti con le loro grandi luci e anche le loro ombre. Non vivrà la sensazione bellissima di incontrare nelle grandi o piccole scuole della Diocesi bambini sorridenti che lo attendono come un nonno speciale e gli fanno festa, di girare da solo per tante strade e stradine ed essere riconosciuto e salutato come una persona di casa da gente che va a lavorare o rientra dopo una giornata di fatica. Predicando, si sentiranno professori che istruiscono e non padri che condividono con i propri figli la fatica e la gioia di credere. Mancheranno loro la bellezza di incontrare persone che ricordano di aver ricevuto la Cresima dalle loro mani o di essere state presenti alla loro Ordinazione episcopale o di averli aiutati in momenti importanti della vita o di essere stati ospiti in una Festa di famiglia.
…Tante esperienze che rendono bella l’esistenza del Vescovo e che non saranno più possibili.
Come è avvenuto in cittadine bellissime come Sant’Agata, Caiazzo, … che dopo tanti anni sentono ancora forte la condizione di orfani, che nessun vescovo residente altrove potrà cancellare. Ma la storia non torna indietro.

Nella foto: il cortile dell’episcopio di Piedimonte Matese.

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