Il ruolo dei Seminari

di Monsignor Valentino Di Cerbo

Oggi sono palazzi antichi chiusi e spesso fatiscenti. In passato erano i Seminari minori delle nostre Diocesi, luoghi pieni di vita, oggetto di grandi cure da parte dei vescovi e dei sacerdoti, ma anche di tanti pii laici che con grandi sacrifici contribuivano al loro mantenimento. Questi luoghi – oltre a quella religiosa – hanno avuto un’importante funzione sociale. Infatti, in tempi in cui pochissimi potevano studiare (le Scuole Medie e Superiori erano rare e si trovavano solo nei centri grandi) e normalmente i figli erano “costretti” a svolgere lo stesso lavoro dei padri, i Seminari hanno rappresentato per tante famiglie povere l’unico “ascensore sociale”, cioè l’unica possibilità di far studiare i figli per raggiungere una migliore condizione di vita.
L’età in cui si entrava in Seminario (10/11 anni) faceva sì che molti non passassero al Seminario Maggiore e non diventassero sacerdoti.
Ma si verificava anche il caso di alcuni che, fingendo di avere la vocazione, entravano in Seminario “p’arrobbà o studio”. Ovviamente contribuendo ad abbassare di molto la qualità della formazione seminaristica. A Frasso, nel dopo guerra questo successe in più casi, cosa che fece soffrire molto un buon parroco come l’Arciprete D’Addio e faceva affermare con orgoglio a persone come il maestro Giovanni Formichella, che se aveva raggiunto il diploma magistrale era solo merito dei sacrifici della sua famiglia (e soprattutto della madre), perché lui – come alcuni suoi coetanei – non aveva imboccato la scorciatoia della “vocazione” per studiare a spese di altri.
Il dispiacere causato da queste vocazioni “fasulle” fu tanto grande nel povero D. Alfredo D’Addio, che quando manifestai il desiderio di diventare prete, sconsigliò ai miei genitori di mandarmi nel Seminario diocesano di Sant’Agata dei Goti e si convinse a lasciarmi intraprendere il cammino verso il Sacerdozio solo quando il mio padrino di Cresima, Direttore Didattico a Roma, suggerì come alternativa il Seminario Romano Minore.
Tuttavia, queste vicende ci fanno riflettere ancora una volta sul ruolo positivo giocato dalla Istituzione ecclesiale nella società, smentendo alcuni “loici” arrabbiati che – forse perché ignorano – si danno allo sport di trinciare giudizi totalmente negativi sull’operato della Chiesa.
In basso il palazzo dell’ex Seminario di Caiazzo (CE).

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