Il ritrovamento delle due sorelle
di Mario Scialoja
MA TRA CHI CONDUCE LE RICERCHE C’E’ QUALCHE ESSERE PENSANTE ?
Direi di no.
In genere non mi occupo di questo tipo di casi di cronaca. A meno di fatti clamorosi.
Ne avevo parlato anche all’inizio del 2011 in occasione della scomparsa della tredicenne Ilaria Gambirasio. Dopo tre mesi esatti di ricerche, che hanno invaso televisioni e giornali, il corpo della disgraziata ragazzina è stato casualmente trovato da un aereomodellista in un campo aperto, a 10 chilometri di distanza dalla sua casa (Brembate di Sopra) e a 300 (trecento) metri dal Centro di coodinamento delle ricerche.
Un caso che commentai come clamorosamente paradossale, capolavoro di incapacità.
Come paradossali e incomprensibili sono state le tre settimane di ricerche di Sarah e Alysia (12 e 16 anni), le due sorelle scomparse dalla Casa famiglia di Civitella Alfedena.
Grazie al cielo, come era ovvio, sono state trovate vive e vegete.
Mobilitati anche qui battaglioni di ricercatori e sommozzatori per cercare due ragazzine che, fin da poche ore dopo la scomparsa, era chiaro che si fossero allontanate volontariamente. Avevano portato via vestiario e prodotti per la cura del corpo e fatto sparire i loro telefonini. Aiutate, ovviamente, da qualcuno.
E si sapeva che pochi giorni prima era stata data la patria potestà al padre, escludendo la madre. Che aveva, in tutti i modi, detto che voleva stare con le figlie.
E allora ? Ci sono volute tre settimane per andare a cercare nel luogo più ovvio. La casa di uno zio della madre, che perdippiù si trova a pochi metri dalla seconda casa della madre stessa.
Tre settimane in cui nessuno ha pensato. Fatto due più due.
Guardato nell’ovvio.