Il ricordo di Valerio Onida

di Salvatore Prisco

Valerio Onida è stato un Maestro non solo di diritto costituzionale, ma di passione civile e di umanità.
Sotto il primo versante non c’è bisogno che ricordi a chi le conosce le sue opere di studioso della disciplina costituzionale del bilancio, le sentenze da lui firmate come relatore alla Corte Costituzionale, l’equilibrata presidenza del collegio, la scuola fiorentissima di ottimi allievi che ha animato e stimolato, formando professori che oggi meritatamente occupano cattedre e ruoli importanti.
Sotto il secondo, ricordo il ruolo avuto nel centrosinistra milanese. Qui mi piace rammentare inoltre che – uscito da incarichi di prestigio – aveva per un periodo inforcato la bicicletta e raggiunto il carcere di Opera, per insegnare ai detenuti a tutelare i loro diritti e per mettersi a disposizione nel disbrigo delle pratiche burocratiche che li interessavano.
Lo conobbi da giovanissimo a Napoli, molti anni fa, in un convegno sulle riforme costituzionali, uno dei tanti. Intimidito, mi sentii però incoraggiato dall’inconfondibile sorriso dolce con cui seguì attento il mio intervento programmato.
Lo accompagni la gratitudine di molti e la certezza che continuerà a parlarci per ispirare il nostro lavoro. Possa guadagnare il premio promesso a “coloro che hanno fame e sete di giustizia” dal Discorso delle Beatitudini, pagina altissima di quel testo evangelico che da uomo di profonda fede ben conosceva e seguiva

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