Il pittore molisano Marcello Scarano

di Dante Gentile Lorusso

Nel 1986 giunse a Campobasso Giulio Carlo Argan (Torino, 1909 – Roma, 1992) uno dei maggiori critici d’arte del Novecento, era stato invitato per presentare all’Hotel Roxy il libro: “Marcello Scarano e la sua pittura”, curato da Alberindo Grimani e Giuseppe Jovine, con la premessa di Alberto Monticone e una sua lettera che aveva scritto nel 1985 al poeta Jovine:
“…il materiale fotografico che mi hai mandato non mi permette certo un’analisi approfondita ma mi ha dato una idea precisa della singolarità, del talento e anche dell’attualità dell’opera del pittore di Campobasso. Se non fosse vissuto così isolato nel suo Molise avrebbe certamente potuto trovare più di un punto di contatto con i movimenti artistici…. Anche così, tuttavia, la sua opera merita senza dubbio più che una rievocazione in ambito provinciale: mi pare quindi giusto ed opportuno che venga organizzata una sua ampia mostra in ambito nazionale. La sede più appropriata sarebbe naturalmente la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma…  Come già ti ho detto non sarebbe soltanto un contributo alla storia dell’arte molisana ma italiana…”
Presi parte all’incontro in una sala gremita di persone e ricordo l’intervento di Argan che oltre a ribadire la riflessione contenuta nella lettera, disse che aveva avuto notizie di Scarano da parte di Renato Marino Mazzacurati  (San Venanzio di Galliera/BO, 1907 – Parma, 1969), pittore e scultore poliedrico e sostenitore del ruolo sociale dell’arte, con Scipione e Mario Mafai fu uno dei fondatori della cosiddetta Scuola Romana che univa le correnti cubiste, espressioniste e realiste.
Frequentando la scuola libera del nudo conobbe, tra l’autunno e l’inverno 1926-27, prima Gino Bonichi (Scipione), poi Mario Mafai e Antonietta Raphaël. Fra loro nacque un sodalizio che la storiografia ha poi indicato come «Scuola di via Cavour»
Mazzacurati gli aveva parlato del giovane talentuoso pittore molisano che per un periodo visse a Roma dove si era avvicinato e prese parte al gruppo di artisti che formarono la Scuola Romana, ma poi all’improvviso sparì per tornare in provincia.
Dopo quarant’anni dalle parole espresse da Argan purtroppo non è stata ancora organizzata la mostra auspicata nel tempio dell’arte moderna presente nella capitale, ma spero che fioriscano nuove sensibilità capaci di alimentare un dibattito serio intorno alla figura di Marcello Scarano, il più importante artista molisano del Primo Novecento.

Nella foto:
MARCELLO SCARANO (Siena,1901 – Campobasso,1962)
Castello Monforte
collezione privata

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