Il mattatoio della Grande Guerra

di Umberto Dante 

Cento anni fa l’Italia conobbe una svolta poco prevedibile, quasi  inconscia. Forse per questo non capita. C’erano stati gli anni di quell’immane mattatoio che fu la “grande guerra”. Per l’Italia la più sanguinosa di sempre. Il ceto politico non fu pienamente partecipe del cordoglio che s’era sparso nel Paese. Le elezioni diedero molti seggi a partiti e leader che erano stati neutralisti: socialisti, popolari, giolittiani. Ne nacque il parlamento europeo con meno reduci. Nelle città principali del Nord le fabbriche vennero occupate da operai pronti ad insorgere mentre le divise, in particolare quelle degli ufficiali, furono fatte segno di dileggio e di aggressioni. Dal ministero si arrivò a consigliare gli uomini delle caserme di non uscire in uniforme. Il 1921 segnò una cesura. Gli ex combattenti presero ad organizzarsi, spesso affiancati e promossi dai fascisti. L’evento cruciale fu l’arrivo a Roma della salma del Milite Ignoto.

L’erezione di un caduto senza identità a simbolo di tutti i morti di una nazione era una cerimonia che si diffuse in tutta l’Europa. In Italia divenne anche un viaggio della salma sorteggiata. Viaggio verso Roma. Ebbene, quel viaggio divenne una serie di cerimonie, di raduni. Madri, padri, vedove, figli, figlie, fidanzate formarono una catena di lacrime e cordoglio che culminò a Roma. A torto o a ragione, una parte ampia dell’Italia espresse un potente bisogno di elaborare congiuntamente il lutto. Di colpo, l’insistenza con cui socialisti e comunisti rigettavano la guerra divenne quasi minoritaria. I fascisti ebbero buon gioco a recuperare divise, bandiere, ricorrenze, celebrazioni. Utilizzando il nero, il colore del lutto.

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Una risposta

  1. Alessio Maceroli ha detto:

    Riproduce frasi comuni su un sussidiario di scuola elementare anni Cinquanta. Ridicolo. NOn una parola sull’ANCR egemonizzata dagli interventisti democratici, nessuna distinzione tra Arditi ed ex combattenti (a Santo Sepolcro c’erano arditi, non ex combattenti come tali); sciocchezza totale il nero come colore del lutto, semmai il fascio si ispirò alle divise dei ferrovieri, allora in larga parte egemonizzati dallo SFI, sindacato di sinistra ma al tempo autonomo dalla CGdL, così come il Sindacato Lavoratori del Mare, guidato dal mitico capitano Giulietti, sodale di D’Annunzio. Ecc. ecc. ecc. Certi testi è meglio dimenticarli.

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