Il letterato Giovanni Battista Gelli

di Raffaele Rossetti

Giovan Battista Gelli (1498-1563), letterato fiorentino, non abbandonò mai la professione originaria di calzolaio; fu membro dell’Accademia fiorentina e autore di numerose fortunate operette, che si distinsero per indipendenza di pensiero.
La prima edizione fu stampata a Firenze da Torrentino nel 1549. Qui l’edizione veneziana, uscita dai torchi di Lucio Spineda nel 1600.
Collezione privata Rossetti
La Circe si compone di dieci dialoghi ambientati nell’isola della maga, a un’epoca
ambientata in un’antichità mitica ma ricca di punti di contatto col tempo storico dell’autore.( Il 500 fiorentino) .Ulisse, che si accinge a rientrare nella sua patria dopo un anno trascorso nell’isola,chiede a Circe il favore di restituire la loro forma umana ai Greci da lei tramutati in bestie, perché li vuole portare con sé. La maga si dimostra stupita: che idea bislacca! Di sicuro nessuno desidera tornare uomo! Ma non vuole né dispiacere ad Ulisse, né operare sugli animali una nuova metamorfosi contro la loro volontà. Quindi renderà loro momentaneamente la parola e
la ragione, e si allontanerà, in modo da permettere ad Ulisse di conversare in pace. E così fa
l’Itacese, che parla successivamente con un’ostrica, una talpa, una serpe, una lepre, un capro, una cerva (l’unica donna del gruppo), un leone, un cavallo, un cane, un vitello – secondo una forma di contrappasso che prevede una relazione tra l’animale e l’uomo che fu (l’ostrica era pescatore, la talpa contadino, la serpe medico, etc.). Ma, con immenso stupore dell’eroe
greco, nessuno dei dieci animali a cui viene annunciata la “bella notizia” vuole ridiventare
uomo e Ulisse ne è esterrefatto! La vicenda termina tuttavia con una piccola vittoria poiché
l’undicesimo animale interrogato, l’elefante, a cui Ulisse si rivolge sul lido mentre, molto
deluso, sta per imbarcarsi, finisce col lasciarsi convincere. Ma l’elefante, quando era uomo,
era un filosofo e come tale non poteva rinunciare alla ricerca della verità.

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